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SALDI ESTIVI VERSO LA CONCLUSIONE, BILANCIO IN CHIAROSCURO

Giù il sipario domenica 31 agosto, affari in calo per una generale riduzione dei consumi e il proliferare delle scontistiche lanciate prima delle svendite

giovedì 28 agosto 2025
SALDI ESTIVI VERSO LA CONCLUSIONE, BILANCIO IN CHIAROSCURO SALDI ESTIVI VERSO LA CONCLUSIONE, BILANCIO IN CHIAROSCURO

“Dopo il calo dello scorso anno che ci ha visti ridurre il volume dei saldi estivi di un -8% rispetto al 2023, anche quest'anno dobbiamo registrare un valore medio negativo che va dal 3 al 5%, sicuramente attribuibile ad una diminuzione della spesa delle famiglie e, per quanto riguarda soprattutto la città, ad un rallentamento della spesa dei turisti, ma in special modo perché all'inizio dei saldi chi aveva voluto comprare qualcosa lo aveva già fatto contando su compiacenti "avvisi" WhatsApp soprattutto delle catene che segnalavano che gli sconti erano già disponibili ben prima del 5 luglio". Così Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Confcommercio Veneto, sull’andamento dei saldi estivi. Che aggiunge: “i cosiddetti "pre-saldi", oltre che rappresentare una pratica scorretta hanno, di fatto, depotenziato il periodo riducendo gli introiti dei saldi invernali ed estivi da un significativo 35% ad un residuale 15%, tendente al ribasso. Questo significa che una riflessione si impone".

Infatti, anche se le vendite di fine stagione rimangono, per Capitanio, “un formidabile spot pubblicitario a costo zero per i negozi più piccoli e questo non va sottaciuto", allo stesso tempo il presidente di Federmoda Veneto si chiede: “è venuto il momento di abolire i saldi? Se si continua così la risposta è sì”. Cosa fare, viceversa, per salvare le svendite? Per Federmoda servirebbero regole; regole che la "rete" è decisamente refrattaria a rispettare.

Al di là dell'aspetto contingente dei saldi, però, per il presidente Capitanio "se il negozio di vicinato vorrà mantenersi sul mercato, bisognerà che investa sulla qualità, sull’originalità e sulla relazione con il cliente. Solo così potrà competere al meglio, contribuendo all'economia della nostra comunità preservando un valore che è anche culturale. Certo: le amministrazioni non possono stare alla finestra e, anzi, dovrebbero investire, di concerto con le associazioni di categoria, nella valorizzazione di vie e piazze".

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