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PACCHETTI TURISTICI E COVID-19: PER LE AGENZIE DI VIAGGIO “BENE L’ARCHIVIAZIONE DELLA PROCEDURA DI INFRAZIONE UE”

Giuseppe Germanò (Fiavet-Confcommercio provinciale): “Sancita la correttezza delle procedure adottate, ma ora siamo preoccupati del futuro”

giovedì 05 novembre 2020

Nessuna infrazione alle regole europee per il rimborso con voucher dei pacchetti turistici acquistati nei mesi scorsi attraverso le agenzie di viaggio e poi annullati a causa dell’emergenza Covid-19. La Commissione Europea ha, infatti, archiviato la procedura di infrazione contro l’Italia sulla questione della restituzione degli importi ai consumatori, sancendo di fatto che il comportamento degli operatori, che hanno seguito le norme nazionali, è stato corretto.

“È un sospiro di sollievo per noi, che siamo stati in prima linea nel rapporto tra i viaggiatori e i tour operator– afferma Giuseppe Germanò, referente provinciale di Fiavet Confcommercio, la Federazione delle Agenzie di Viaggio -. Bisogna dire che la problematica era stata definitivamente chiarita con il Decreto Rilancio, emesso nel maggio scorso e poi convertito in legge a luglio. Qui si era stabilito, tra le altre cose, l’ampliamento da 12 a 18 mesi della validità dei voucher già emessi prima dell’entrata in vigore della norma,  la possibilità di ricevere rimborsi in denaro solo se non si è utilizzato il buono alla scadenza, anche come prenotazione di altri servizi e la possibilità di emettere voucher senza il consenso del viaggiatore solo fino al 31 luglio 2020”. Dopo tale data, infatti, è stato ripristinato il regime ordinario del Codice del Turismo, che, in relazione a casi di forza maggiore che incidono in maniera sostanziale sull’esecuzione del pacchetto turistico, non prevede la possibilità di emettere voucher al posto del rimborso in denaro, salvo accettazione volontaria da parte del viaggiatore che recede.
“Ora la normativa italiana è stata ulteriormente validata dall’archiviazione delle procedure di infrazione Ue – sottolinea il referente provinciale di Fiavet Confcommercio - dunque quanto fatto fin qui dalle agenzie di viaggio è corretto e i diritti dei viaggiatori sono di fatto tutelati”.

Un pensiero in meno, dunque, per gli operatori del settore, ai quali in ogni caso non mancano i motivi per essere profondamente preoccupati per la situazione che si sta profilando all’orizzonte, con il peggiorare dell’andamento dei contagi da Covid-19. “Il fatto che le agenzie di viaggio non siano state chiuse con l’ultimo Dpcm cambia poco la nostra situazione – sottolinea Giuseppe Germanò –. Stare aperti è praticamente inutile perché non abbiamo un prodotto da vendere. All’estero non si viaggia e l’unica destinazione che ci era rimasta, l’Italia, non è praticamente commercializzabile per gli inviti a non spostarsi, le limitazioni nei viaggi tra regioni e soprattutto per la chiusura di molti servizi che rendono una vacanza appetibile: andare al ristorante, prenotare uno spettacolo, seguire un evento, visitare un museo”. Per gli operatori del settore, dunque, non resta che sperare nell’arrivo veloce dei ristori nazionali e regionali, fortemente voluti da Fiavet Confcommercio.

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