PAGAMENTI ELETTRONICI: AL VIA LE NUOVE REGOLE, MA C'È TEMPO PER ADEGUARSI
Ne avevamo già parlato in un articolo del nel novembre scorso ma visto che l'argomento è tornato d'attualità vale la pena tornare a speigare cosa cambia, nel 2026 relativamente al collegamento tra registratori telematici e strumenti di pagamento elettronic.
Le nuove disposizioni (introdotte dalla Legge di Bilancio 2025) sono entrate in vigore dallo scorso 1 gennaio, ma in verità, come vedremo, non ci deve essere alcuna "corsa" perchè per adeguarsi c'è ancora tempo.
Andiamo con ordine: con un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, sono state definite le regole che gli esercenti dovranno seguire per abbinare terminali Pos o altri strumenti di pagamento elettronico e registratori telematici. La soluzione adottata, frutto del confronto con le associazioni di categoria, non prevede un collegamento fisico, ma l’utilizzo di un servizio online ad hoc messo a disposizione in area riservata sul sito dell’Agenzia.
Questo significa che le imprese non dovranno procedere ad alcuna modifica software o hardware nei propri terminali. Per effettuare il collegamento tra Pos e registratori telematici, infatti, l’esercente, anche tramite intermediario, dovrà accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia e associare la matricola del registratore telematico già censito in Anagrafe Tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare. Una procedura che va fatta una sola volta. Per agevolare l’inserimento, il sistema esporrà all’esercente l’elenco degli strumenti di pagamento elettronico, di cui risulta titolare, che gli operatori finanziari hanno preventivamente comunicato all’Agenzia. Nel caso in cui la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri siano effettuate non tramite un registratore telematico ma utilizzando la procedura web dell’Agenzia, il collegamento potrà essere realizzato all’interno della stessa procedura.
Le nuove funzionalità saranno rese disponibili nei primi giorni del mese di marzo, a partire dalla data che sarà comunicata con un avviso sul sito internet istituzionale dell’Agenzia. Questo significa che l’adeguamento non è scatatto già dal 1° gennaio ma sarà graduale. L’Agenzia delle Entrate ha infatti stabilito che per gli strumenti di pagamento già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni decorrenti dalla messa a disposizione del servizio online per completare la registrazione. Una volta a regime, per la prima associazione o per eventuali variazioni, la registrazione dovrà essere sempre effettuata a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.
L’Agenzia delle Entrate precisa che la memorizzazione dei dati dei pagamenti elettronici è effettuata mediante gli strumenti di certificazione dei corrispettivi, registrando - al momento dell’effettuazione dell’operazione - e riportando nel documento commerciale le forme di pagamento ed il relativo ammontare. Tali dati sono trasmessi telematicamente in forma aggregata su base giornaliera all’Agenzia delle Entrate con le modalità e le regole tecniche già operative, mediante la trasmissione dei corrispettivi telematici giornalieri.
ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.