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TRIBUTI LOCALI: CONFCOMMERCIO VICENZA CHIEDE AI COMUNI UNA FORTE RIDUZIONE PER IL 2021

In una lettera spedita a tutti i Sindaci, l’Associazione sottolinea la necessità di prevedere l’abbattimento di Tari, Imu e Imposta Pubblicità per le attività colpite dall’emergenza Covid

giovedì 17 dicembre 2020

I provvedimenti adottati dal Governo nel corso degli ultimi mesi, caratterizzati dalla “seconda ondata” della pandemia, hanno fortemente compromesso lo svolgimento di molte attività d'impresa, in particolare nei settori del dettaglio e del turismo, in alcuni casi vietandone l'esercizio, in altri introducendo stringenti limitazioni. Ai provvedimenti nazionali si sono aggiunti quelli regionali, che hanno a loro volta introdotto altre considerevoli restrizioni. È dunque con preoccupazione che le imprese del commercio, turismo e servizi del Vicentino guardano alle scadenze fiscali previste per il 2021, considerato anche l’incertezza su eventuali proroghe delle moratorie

Proprio partendo da queste considerazioni, Confcommercio Vicenza ha inviato in questi giorni una lettera a tutti i Sindaci della provincia, firmata dal presidente Sergio Rebecca e dal direttore Ernesto Boschiero, nella quale si avanza una “accorata richiesta di un ulteriore, necessario, imprescindibile aiuto alle imprese mediante la previsione, per il 2021, di una forte riduzione delle aliquote Tari, Imu e dell'Imposta di pubblicità che gravano sulle attività del commercio, turismo e servizi”.

La missiva prende atto con soddisfazione che negli scorsi mesi, anche su sollecitazione dell’Associazione, molte Amministrazioni “sono già intervenute adottando misure a sostegno delle aziende del loro territorio”, ma allo stesso tempo chiede un ulteriore impegno per l’anno prossimo, in particolare per le attività di pubblico esercizio, per tutto il settore turistico (ricettivo e non ricettivo) e negozi.
Per motivare la richiesta, Confcommercio Vicenza ricorda i numerosi interventi emergenziali che hanno interessato le oltre 7mila imprese vicentine del dettaglio e le circa 4.500 realtà della somministrazione a partire dall’autunno, ma anche le chiusure forzate di discoteche, palestre e altre attività. E poi, “anche se non direttamente interessati da provvedimenti di chiusura – prosegue la lettera di Confcommercio Vicenza -, vi sono attività che stanno ancora subendo le gravissime conseguenze dettate dall'emergenza sanitaria con sostanziale azzeramento dei ricavi: il riferimento è, ad esempio, a tutte le attività ricettive, alberghi e complementari, nonché alle attività delle agenzie di viaggio e del catering. L'intero comparto del turismo è di fatto in ginocchio”, sottolineano il presidente Rebecca e il direttore Boschiero.

La risposta non può allora che essere “l’adozione, qualora non fosse già stato deliberato, di ogni possibile intervento a sostengo delle imprese – sottolinea la missiva di Confcommercio Vicenza -, le stesse che hanno garantito in questi anni non solo la vivibilità e la sicurezza dell'ambiente urbano in cui operano, ma spesso anche numerosi servizi essenziali di prossimità a tutti i residenti, tutelando di fatto anche le fasce più anziane e nel contempo garantendo migliaia di posti di lavoro, a vantaggio della locale comunità”.

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