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TURISMO VICENTINO: TRA MONTAGNE E CITTA’ D’ARTE C’E’ CHI SORRIDE E CHI NON BRILLA

Il trend nazionale che vede il turismo in flessione si fa sentire anche a Vicenza, ma non a Marostica e Bassano. La montagna parte “lenta” a giugno, ma va verso il sold out

mercoledì 14 agosto 2019

Vicenza non brilla, Marostica e Bassano sorridono di più, la montagna tiene e spera di prolungare la stagione. Si potrebbe fotografare così l’andamento del turismo estivo nel Vicentino secondo il “sentiment” raccolto da Confcommercio Vicenza tra gli operatori dell’ospitalità e del settore ristorazione. “In questa settimana che porta a Ferragosto è ovviamente la montagna a farla da padrona nelle preferenze dei turisti – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -. Anche se il meteo è altalenante, è chiaro che agosto non è esattamente il periodo più gettonato per visitare le città d’arte. A sentire gli operatori turistici, comunque, possiamo dire che le previsioni per i prossimi giorni sono sulla stabilità rispetto ai risultati dello scorso anno”.

Il che vuol dire che la montagna vicentina va verso il “pienone”, mentre le città d’arte vivranno soprattutto di riflesso dei turisti provenienti dalle principali destinazioni vacanziere, che decidono di dedicare un po’ di tempo a mete più culturali come Vicenza, Marostica e Bassano. Ma qual è il bilancio fino ad oggi della stagione estiva nella nostra provincia? Posto che non ci sono al momento dati ufficiali e che i “conti” si fanno sempre alla fine, l’andamento - secondo il “sentiment” raccolto da Confcommercio Vicenza - appare quest’anno differenziato tra le diverse destinazioni turistiche del territorio. Tra le città d’arte Vicenza appare quella che nel periodo da giugno ad agosto ha sofferto di più: tranne alcune eccezioni legate soprattutto all’arrivo di gruppi che non hanno però come destinazione finale la città del Palladio, l’impressione è che negli alberghi di città ed hinterland una leggera flessione nel confronto con il 2018 ci sia stata, anche se più marcata ad agosto rispetto a giugno e luglio.

Buone, invece, le prospettive di settembre, ma qui gioca il “fattore Vicenzoro”, con la Fiera (prevista dal 7 all’11 settembre) che garantisce alti flussi di ospiti business. Va leggermente meglio la ristorazione, che si avvantaggia anche delle presenze giornaliere di turisti: giugno e luglio, a sentire gli operatori del settore, si è mantenuto sugli stessi livelli del 2018, mentre agosto finora avanza a marcia ridotta. Anche in questo caso, sono buone le prospettive di settembre per il ritorno del turismo business. 

“Vicenza non si discosta molto dalle difficoltà registrate da altre città d’arte italiane: è indubbio che una flessione generale del turismo del Belpaese c’è stata e si sente – è il commento del direttore Ernesto Boschiero -. La città paga, ovviamente, anche il confronto con gli anni delle grandi mostre: mantenere gli stessi flussi è difficile, anche se la situazione potrebbe cambiare con i prossimi eventi previsti in Basilica, pur nella diversa natura e richiamo che hanno queste esposizioni confrontate a quelle promosse da Goldin. Resta il fatto che ciò su cui dobbiamo puntare è la valorizzazione del grande patrimonio storico e culturale della città e di tutta la provincia. I nostri operatori – continua Boschiero - ci dicono che chi arriva a Vicenza e poi si sposta anche sul territorio rimane incantato dalla bellezza dei luoghi. Ecco allora che questa “meraviglia” dei turisti noi dobbiamo anticiparla, creando interesse sulla destinazione Vicenza. Un’idea, questa, che è alla base del grande lavoro che stiamo facendo, come associazione, sulla comunicazione web, attraverso il nostro sito Vitourism.it, che cresce grazie ai protocolli d’intesa che stiamo stringendo con i Comuni”.

Segnali più positivi arrivano dalle altre due mete gettonate tra le città d’arte del Vicentino, che risentono meno del trend non brillante del turismo italiano: a Marostica gli operatori interpellati da Confcommercio hanno segnalato un giugno e luglio in crescita, seppur contenuta, ed un agosto che sembra proseguire sullo stesso trend. Anche Bassano del Grappa viene da un periodo positivo, sia dal punto di vista del turismo business (soprattutto nei mesi di giugno e luglio), che leisure (ad agosto), in quest’ultimo caso grazie ad un territorio che offre buone opportunità sul così detto “turismo attivo”, dalla bicicletta al trekking. La clientela straniera è in crescita, anche se in questo caso - come per Vicenza - Bassano è spesso una tappa di mezzo tra altre destinazioni. Ma non manca, tra i visitatori oltre confine, chi inserisce Bassano tra le sue mete.Venendo alla montagna, il comprensorio che più di tutti, nel Vicentino, punta sul turismo stagionale, anche qui si registrano risultati differenziati tra i territori. Il maltempo che ha caratterizzato maggio ha influito sulle prenotazioni di giugno sull’Altopiano di Asiago, che si è “rimesso in carreggiata” a luglio e ad agosto, tanto che molte strutture alberghiere registrano il sold out fino all’8 di settembre. Poi, ovviamente, si spera di prolungare la stagione fino a metà mese grazie alla manifestazione Made in Malga, che richiama un gran flusso di visitatori.

La ristorazione ha avuto un andamento più altalenante a giugno – operatori divisi tra chi registra una netta flessione e chi invece una sostanziale stabilità - ed ha recuperato con i giorni caldi di luglio e agosto, con la caratteristica, però, di una certa polarizzazione della clientela nei weekend. Recoaro ha vissuto le difficoltà di programmazione legate alle incognite che hanno caratterizzato l’apertura del comprensorio termale, che non hanno permesso di fare un’adeguata campagna di promozione del territorio. Gli operatori che hanno puntato sul turismo attivo da praticare ad alta quota hanno “salvato” in parte la stagione: non a caso sono state buone le affluenze nei rifugi. Più difficile la situazione in città, per un calo della clientela del comprensorio termale, che si riflette sulle vendite nei negozi e sulle presenze nei ristoranti della città.Chi da qualche anno “macina”, invece, interessanti trend di crescita è Tonezza. Secondo gli operatori interpellati, dalla primavera fino a metà luglio i numeri sono stati in crescita. Poi il meteo ha allontanato un po’ i turisti, che si stanno ripresentando numerosi in questi giorni. Buone anche le prospettive per settembre. Il segreto del successo di Tonezza? Aver diversificato l’offerta sul turismo sportivo, con la località montana che è diventata meta di “ritiri” di tante società sportive che qui trovano un giusto mix tra offerta alberghiera e strutture adatte alla preparazione atletica.“Trovare occasioni di diversificazione dell’offerta turistica e puntare su eventi che allunghino la stagione è la ricetta vincente per la nostra montagna – conclude il direttore di Confcommercio Vicenza Ernesto Boschiero -. Ma va indubbiamente anche risolta la criticità di un comprensorio che ha grandissime potenzialità come Recoaro Terme, per il quale è inderogabile una progettualità a lungo termine. L’auspicio è che finalmente si arrivi ad una soluzione che permetta ai privati di investire sul futuro di questa destinazione, programmando per tempo la prossima stagione”.

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