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DIFFORMITÀ EDILIZIE E SOTTOTETTI: DUE NUOVE NORME REGIONALI

Approvati dei provvedimenti che rispondono alle esigenze di chi intende recuperare spazi per necessità familiari o regolarizzare piccole opere edilizie

giovedì 19 dicembre 2019

È stata approvata dal Consiglio Regionale del Veneto la Legge che consente il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti alla data del 6 aprile 2019. L’annuncio in una nota del Consiglio Regionale del Veneto, con il primo firmatario della proposta normativa, Massimiliano Barison, che spiega come sia “una Legge che va nella direzione tracciata negli ultimi anni dalla Regione Veneto per il contenimento del consumo del suolo e la valorizzazione e recupero del patrimonio edilizio esistente, che darà la possibilità di fare la stanza in più per esigenze di carattere familiare, recuperando spazi esistenti che altrimenti possono essere destinati solo a deposito e disbrigo. I sottotetti devono essere esistenti e potranno essere recuperati solo per l’ampliamento dell’abitazione e non per costruire altre unità abitative separate”.

Le condizioni sono legate ai parametri abitativi di illuminazione e di altezze media tra i 240 e i 220 a seconda che si tratti di locali abitabili o accessori inoltre, i sottotetti dovranno essere adeguatamente isolati dal punto di vista termico anche per il contenimento dei consumi energetici. I Comuni – specifica la nota regionale - entro 120 giorni potranno adottare una serie di adeguamenti territoriali a partire dall’eventuale esclusione dall’applicazione su specifiche tipologie, piuttosto che su parti del territorio; i comuni potranno altresì prevedere una maggiorazione sul contributo di costruzione da destinare all’arredo urbano piuttosto che per il patrimonio residenziale comunale. “Gli aspetti tecnici sono codificati dalla nuova Legge che, partendo dall’esperienza positiva della prima normativa in materia di recupero di sottotetti di circa vent’anni fa (L.R. 6.04.1999, n. 12/1999), - continua Barison - dà ora al Veneto una normativa revisionata e aggiornata, puntando sulla qualità edilizia, sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e sul contenimento di consumo di suolo”.

Il giorno precedente il Consiglio Regionale aveva anche approvato il Progetto di Legge Regionale n. 436, primo firmatario Calzavara, di “Modifica della L.R. 4 aprile 2019, n. 14, ‘Veneto 2050: Politiche per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio’ e modifiche della L.R. 23 aprile 2004, n. 11, ‘Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio’”, che dà il via libera alla regolarizzazione di piccole difformità edilizie, nell'ambito delle Politiche per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio.
La finalità della proposta normativa – spiega il firmatario in una nota - è quella di fare chiarezza sulla situazione urbanistica dei manufatti da recuperare, offrendo alle amministrazioni comunali, su istanza dei soggetti privati, un utile strumento per definire e regolarizzare sotto il profilo urbanistico una considerevole porzione del patrimonio edilizio esistente. Si tratta in particolare degli immobili oggetto di modeste difformità edilizie relative ad opere edilizie eseguite in parziale difformità al titolo abilitativo, rilasciato prima dell'entrata in vigore della legge n. 10 del 1977, di opere assistite da un regolare titolo edilizio dal quale, in fase attuativa, ci si è discostati dando luogo a quelli che possono essere considerati ‘abusi minori’ e che, tuttavia, seppur non impediscono la commerciabilità del bene, la rendono indubbiamente meno vantaggiosa economicamente in quanto l'edificio rimane esposto alla possibilità di essere sanzionato per le difformità riscontrate.

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