“OBIETTIVI E AZIONI DEL MASTERPLAN 2030 SONO CONDIVISIBILI: ORA CALIAMOLI NELLA COMPLESSITÀ URBANA DI VICENZA”
“Gli obiettivi e le azioni strategiche del Masterplan 2030 sono condivisibili e frutto di una visione della città molto ampia. Si tratta ora di partire da quanto elaborato fin qui per calare il piano nelle specificità dei quartieri e del centro storico, traducendolo in azioni concrete”. Così si esprime Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza, a seguito dagli Stati Generali dell’Urbanistica organizzati dal Comune di Vicenza e tenutisi giovedì 15 gennaio alla “Ex sede della Centrale del Latte”, durante i quali sono state illustrate le leve di trasformazione della città previste dal documento elaborato dalla società Arup di Milano.
Confcommercio Vicenza guarda con estrema attenzione alla formazione del Masterplan, perché questo strumento è stato chiesto negli anni a chi governa la città proprio dall’Associazione di via Faccio, con l’obiettivo di arrivare ad una pianificazione complessiva che interpreti i cambiamenti sociali e urbanistici, prestando attenzione anche agli impatti sul commercio e sul turismo.
“I quattro “paesaggi”, indicati nell’elaborazione di Arup, dell’abitare, del sapere e saper fare, dell’acqua e della città-campagna, così come gli obiettivi e le azioni conseguenti, rappresentano uno schema sul quale costruire le future progettualità – evidenzia il presidente Piccolo -. Perché questo importante lavoro possa essere ancora più efficace, serve un ulteriore approfondimento in grado di collegarlo puntualmente alla specificità e complessità urbana di Vicenza. A nostro avviso, infatti, il Masterplan deve costituire il riferimento condiviso per i futuri interventi non solo di pianificazione urbanistica, ma anche di mobilità, di programmazione dei servizi, di incentivazione alle attività economiche, in modo che siano più incisivi e puntuali sui singoli ambiti di sviluppo della città, cogliendo le opportunità di trasformazione del territorio”.
Per questo nel corso delle varie interlocuzioni che ci sono state con l’Amministrazione Comunale, Confcommercio Vicenza ha suggerito l’adozione di alcuni strumenti di approfondimento, considerato anche il Protocollo d’Intesa “La Vicenza del futuro nel Masterplan 2030”, siglato nel luglio scorso dal presidente Piccolo e dal sindaco Possamai.
Il primo strumento indicato dall’Associazione è la redazione di un “atlante delle trasformazioni”: un documento nel quale evidenziare le progettualità pubbliche e private in corso di realizzazione (o in programmazione nei prossimi anni) “dalle quali non si può prescindere per delineare i futuri scenari della città” puntualizza il presidente Piccolo.
Serve poi una “mappa della potenzialità di trasformazione del territorio comunale”, vale a dire una valutazione approfondita che metta in relazione gli obiettivi generali del Masterplan con la possibilità “reale e concreta” di trasformare gli immobili in base alla loro consistenza, al grado di conservazione e di utilizzazione, alla proprietà (ad esempio pubblica o privata).
Per arrivare a questo, secondo Confcommercio Vicenza, il presupposto è la costruzione di un quadro conoscitivo in grado di descrivere efficacemente la complessità urbana, che dovrà essere ben documentato ed implementabile nel sistema informativo del Comune, così da fornire un supporto scientifico alle analisi e alle conseguenti decisioni.
“Tutto ciò richiede l’attivazione di una “Fase 2” del Masterplan 2030 – conclude il presidente Piccolo – dove il confronto tra il disegno complessivo delineato nel documento tracciato da Arup e le specifiche valutazioni che emergeranno dagli strumenti da noi indicati, porti da un lato a delle linee guida operative per la pianificazione urbanistica futura e, dall’altro, a coordinare le azioni di rigenerazione e di sviluppo poste in essere dalla Pubblica Amministrazione e dai privati. È un percorso che abbiamo condiviso con il sindaco Possamai e l’assessore Balbi e dunque il nostro auspicio è che questo ulteriore step possa concretizzarsi quanto prima”.
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