CARO VITA: IMPATTO SULLE PENSIONI E SULLA QUALITÀ DI VITA DEGLI ANZIANI
Poter vivere più a lungo è senz’altro una conquista straordinaria dei tempi d’oggi e il fatto che l’Italia sia un Paese con una speranza di vita alla nascita tra le più alte al mondo (nel 2025 l’Istat stima 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne) è un fattore distintivo molto positivo.
Tuttavia, non è tanto il numero di anni che si ha la possibilità di vivere che conta, ma piuttosto la qualità della vita con la quale si porta avanti l’esistenza. La matrice dei fattori per vivere bene la propria fase longeva di vita vede, subito dopo la buona salute mentale e fisica, avere disponibilità sufficienti di risorse economiche per far fronte non solo alle spese di gestione della casa, ma anche per curare la salute, mangiare sano, praticare sport, o in generale per preservare la propria autonomia. Tali possibilità sono oggi compromesse dal caro vita e dall’aumento dell’inflazione, che erode il potere d’acquisto.
Sono questioni che stanno impoverendo gli italiani in generale, poiché i rincari dei prezzi dell’energia, dei caranti, cibo e affitti, ovvero sulle spese essenziali e difficilmente rinviabili, pesano sui bilanci delle famiglie, molto più di un tempo, quando le tensioni internazionali erano decisamente più pacate. Ad oggi a soffrirne di più sono soprattutto i pensionati che devono farsi bastare la pensione, spesso scegliendo tra pagare la spesa, le bollette o una visita medica.
Le pensioni (così come i salari) non sono infatti cresciute allo stesso ritmo dei prezzi: la stessa spesa richiede più denaro rispetto a prima. Secondo una recente analisi dell’ANP Venezia basata su dati INPS, le pensioni avrebbero perso il 15,7% di potere d’acquisto in dieci anni e circa un pensionato su quattro vivrebbe con fino a 750 euro al mese. Inoltre, il meccanismo di adeguamento all'inflazione (la cosiddetta perequazione) spesso non riesce a coprire interamente l'aumento effettivo del costo della vita e, secondo le stime Uil Pensionati, nel periodo 2008-2025 le pensioni medio-alte avrebbero perso il 30-35% del loro valore reale.
“La situazione risulta particolarmente critica per alcune categorie – spiega Fiorenzo Marcato, presidente di 50&Più di Vicenza, l’associazione che in ambito Confcommercio opera per i pensionati del settore autonomo -. Chi ha versato contributi come artigiano, commerciante o coltivatore diretto spesso percepisce assegni che si collocano intorno o al di sotto della soglia dei 750 euro mensili. Per questa fascia di pensionati, le spese per l'affitto, le bollette e per i medicinali e visite mediche assorbono la quasi totalità dell'entrata mensile, riducendo drasticamente il margine di risparmio e la qualità della vita. Aggiungiamo che spesso si deve fare i conti anche con un sistema sanitario territoriale pubblico che non sempre riesce a rispondere tempestivamente ai bisogni di cura e di assistenza delle persone anziane, e che le stesse devono quindi ricorrere a strutture e servizi privati, sopportando ingenti costi. Ma chi non si riesce a sostenere la spesa, spesso rinuncia alle cure, compromettendo ancora di più lo stato della propria salute. 50&Più – aggiunge il presidente Marcato - sta portando avanti la questione sui tavoli istituzionali nazionali e locali, per chiedere soprattutto interventi di riduzione concreta delle tasse sulle pensioni basse e medie, di potenziamento dei servizi socio sanitari, rafforzando la medicina territoriale e l’assistenza domiciliare. È fondamentale guardare al problema e trovare presto le soluzioni e le risorse per finanziare adeguati interventi, perché la nostra società avrà sempre più anziani con necessità di cura e assistenza, e la salute delle persone non può dipendere dal loro portafoglio”.
Le richieste di 50&Più per misure concrete e aiuti strutturali a favore delle categorie più svantaggiate dal caro vita, sono in gran parte le stesse che accomunano molte altre associazioni di pensionati in Italia. Questo perché, al di là della categoria di appartenenza, gli anziani di oggi sono sicuramente consapevoli che non c’è un rimedio assoluto agli effetti del tempo che passa, ma sono altrettanto convinti che il pilastro del proprio benessere nella terza età sia preservare la propria autonomia, sia fisica che finanziaria. Dopo una vita di lavoro e contributi, vivere dignitosamente dovrebbe essere un diritto.
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Sul tema “Pensioni, fisco e inflazione: il conto che non torna” il CUPLA- Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo del Veneto, di cui fa parte anche 50&Più, ha organizzato un convegno per venerdì 20 novembre, con inizio alle ore 9.30, presso l’Auditorium Opera della Provvidenza Sant’Antonio, a Sarmeola di Rubano (PD). Sarà un’occasione di approfondimento e dialogo sull’analisi che sarà presentata sul tema dal CER- Centro Europa Ricerche, con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete a tutela dei pensionati per far fronte alle sfide economiche attuali.
Altro appuntamento da non perdere, la festa dei soci, familiari e simpatizzanti della 50&Più vicentina, che si svolgerà domenica 6 dicembre, con un pranzo al ristorante “La Veneziana” a Longa di Schiavon. Durante l’incontro conviviale verranno presentati i programmi dell’associazione per il 2027 e verrà consegnato un riconoscimento speciale agli associati che hanno partecipato al concorso nazionale 50&Più Prosa Poesia Pittura e Fotografia 2026.
Per esigenze organizzative le adesioni al pranzo si ricevono alle segreterie mandamentali Confcommercio 50&Più o alla segreteria provinciale (0444 964300) fino al 16 novembre 2026.
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