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CHIUSURA DEI NEGOZI. IL PRESIDENTE PICCOLO: "COMMERCIO DI PROSSIMITÀ DA RILANCIARE, ANCHE CON LA CEDOLARE SECCA"

Il commento del presidente di Confcommercio Vicenza su dati diffusi recentemente da Nomisma: “Non solo chiusure ma anche negozi che si rinnovano, strutturano e assumono. E in Centro Storico a Vicenza c’è ancora una buona dinamicità

mercoledì 29 aprile 2026
CHIUSURA DEI NEGOZI. IL PRESIDENTE PICCOLO: "COMMERCIO DI PROSSIMITÀ DA RILANCIARE, ANCHE CON LA CEDOLARE SECCA" CHIUSURA DEI NEGOZI. IL PRESIDENTE PICCOLO: "COMMERCIO DI PROSSIMITÀ DA RILANCIARE, ANCHE CON LA CEDOLARE SECCA"

“I dati diffusi dalla ricerca Nomisma-Percorsi di Secondo Welfare impongono una riflessione seria da parte delle Istituzioni, a tutti i livelli. Perché la perdita di negozi, soprattutto quelli di vicinato, non rappresenta solo un danno economico per i territori, ma è chiaramente anche una perdita sociale per tutto ciò che il commercio rappresenta nelle nostre città e nei nostri paesi”, così Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza commenta i dati diffusi ieri, secondo i quali la provincia di Vicenza ha registrato la chiusura di oltre 1.300 negozi al dettaglio tra il 2015 e il 2025: una situazione in linea con un trend che ha visto oltre 86 mila negozi chiudere a livello nazionale e 9.952 in Veneto.

La ricerca ha evidenziato anche l’aumento dei canoni di locazione: in provincia di Vicenza il costo degli affitti sarebbe cresciuto del 20,9% dal 2015. “Di certo – è l’analisi del presidente Nicola Piccolo – i canoni commerciali hanno subito negli anni una dinamica in controtendenza rispetto all’andamento economico del settore commercio e questo ha due conseguenze: da un lato affitti non più sostenibili soprattutto per quei negozi che operano in comparti attualmente più in difficoltà, come il tessile abbigliamento e le calzature, dove il calo degli incassi si fa più sentire; dall’altro negozi che rimangono chiusi, non perché non ci siano imprenditori interessati a riaprire, ma perché il canone di partenza è troppo elevato”. Come uscire da questo impasse? “Un grande aiuto arriverebbe dall’introduzione della norma sulla cedolare secca per gli affitti commerciali rivolta a tutti quei proprietari che “tagliano” i canoni di locazione - afferma il presidente di Confcommercio Vicenza -. Ridurre il peso fiscale che grava sugli immobili, legandolo ad un vantaggio per gli affittuari diventa oggi ancor più cruciale, anche a fronte dell’aumento delle spese fisse che gravano sulle imprese, dai costi energetici a quelli dei trasporti”. Non è la prima volta che Confcommercio chiede questo tipo di intervento: “Ci sono state anche iniziative da parte dei parlamentari vicentini per arrivare a questo risultato, ma poi ogni volta nella Legge di Bilancio non se ne fa nulla – afferma il presidente Piccolo - e poi ci ritroviamo qui a commentare questi dati: possibile che non ci renda conto della situazione? Eppure i vantaggi per la collettività sarebbero indubbiamente più alti dei costi, visto che tutti riconoscono il ruolo di coesione sociale delle attività di vicinato, che sono anche un presidio di sicurezza per i territori, oltre che un servizio essenziale per i cittadini e per i turisti”.

Non basta però, secondo il presidente Nicola Piccolo, intervenire sugli affitti: “Serve un piano generale di rilancio del commercio di prossimità, che comprenda incentivi, soprattutto a sostegno delle attività collocate in aree periferiche, pensiamo ai quartieri e ai piccoli paesi; investimenti per la rigenerazione urbana di città e paesi; politiche integrate per la riapertura dei negozi sfitti. La Regione Veneto ha fatto molto sul fronte dei Distretti del Commercio e molto può ancora fare, contiamo si lavori in modo ancor più deciso su questi fronti”.

Il presidente di Confcommercio Vicenza guarda però anche ai segnali positivi che si registrano nel comparto a livello provinciale. “Gli stessi dati Nomisma evidenziano un aumento degli occupati nel settore e questo è un segnale chiaro che le aziende si stanno rinnovando e strutturando, diventando sempre più solide – rileva Piccolo –. Alcuni negozi chiudono, dunque, ma chi rimane si ingrandisce, assume personale, va a coprire gli spazi di mercato lasciati liberi”. Anche sul territorio, poi, ci sono aree che vanno a velocità diverse: “Se guardiamo alla città di Vicenza a preoccupare di più sono i quartieri dove il rischio desertificazione va affrontato con decisione– è l’analisi del presidente Piccolo -. Nel centro storico le serrande abbassate ci sono, ovviamente, ma registriamo ancora una buona dinamicità, soprattutto nelle aree attorno a corso Palladio. Anche recenti chiusure che destavano preoccupazione, a breve dovrebbero essere riassorbite da nuove attività e l’auspicio è che i futuri progetti culturali in città, legati alle nuove mostre in Basilica Palladiana, possano dare una spinta al turismo, che rappresenta sempre un booster importante anche per il commercio al dettaglio”.

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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