La firma della convenzione tra Confcommercio e Banca Intesa
Un maxi piano di interventi da 20 miliardi di euro destinato alle arterie vitali dell'economia di prossimità italiana, accompagnato da una stretta decisa sui costi incassati dagli esercenti e da misure d'urto sui tassi per rilanciare la competitività nei centri urbani come nei piccoli borghi. È la risposta di sistema messa in campo da Intesa Sanpaolo, che a Milano ha rinnovato l'8 ottobre scorso i suoi accordi di collaborazione strategica con Confcom e Federalberghi.
Il nuovo patto, presentato nella sede del gruppo creditizio tramite la Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, punta a iniettare risorse fresche destinate a investimenti in innovazione tecnologica, efficienza energetica e stabilità occupazionale. Il primo pilastro della manovra aggredisce direttamente uno dei nodi più spinosi dell'operatività quotidiana nei negozi, l'accettazione dei pagamenti digitali: la banca ha disposto l'azzeramento totale delle commissioni sul POS fisico per le transazioni micro fino a 20 euro per i prossimi 14 mesi. Un'operazione che si stima origini un contributo diretto alla liquidità del commercio al dettaglio pari a circa 100 milioni di euro in minori oneri, toccando circa 3 miliardi di transazioni complessive all'anno per un controvalore di 40 miliardi. Accanto all'abbattimento della spesa sulle microtransazioni, la banca mette sul piatto soluzioni finanziarie strutturate pensate per superare il rallentamento della domanda e la pressione inflazionistica.
Tra le novità spicca la formula «Prima Rata Zero», grazie alla quale l'istituto si farà interamente carico della quota interessi della prima rata per i finanziamenti fino a 50.000 euro, estendendo la copertura degli interessi anche alle scadenze di fine 2027 e fine 2028 per sollevare le imprese nel periodo natalizio. A ciò si affianca il meccanismo «Formula Flessibilità», che dà l'opportunità di congelare la quota capitale delle rate in corso, spalmando il piano di ammortamento per preservare i flussi di cassa
Con questa operazione, Intesa Sanpaolo dà continuità a una traiettoria creditizia che, dal 2020 a metà 2026, ha già registrato oltre 20 miliardi di finanziamenti erogati alle piccole realtà territoriali. I contenuti dell'intesa toccano le articolazioni dei diversi settori: se per i commercianti prevale il taglio dei costi sui micropagamenti, per la filiera alberghiera sono state introdotte le linee di credito «Anticipo Prenotazioni Alberghiere», studiate per attutire l'impatto dei picchi della stagionalità e promuovere i cantieri di riqualificazione energetica delle strutture ricettive.
I vertici della banca e i leader delle organizzazioni datoriali mettono l'accento sul valore della cooperazione strategica di fronte a un quadro macroeconomico incerto. "Il nostro Paese è reso vitale da piccoli imprenditori che trasmettono tra diverse generazioni il saper fare italiano e arricchiscono le filiere produttive. Dobbiamo tutelare questo patrimonio e dobbiamo farlo insieme al mondo associativo, da sempre interlocutore decisivo per le nostre iniziative" ha dichiarato Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. Che aggiunge: "Il nostro impegno e la nostra presenza capillare vogliono contribuire allo slancio delle piccole imprese di commercio, turismo e artigianato, per affrontare con una visione di lungo periodo le fasi più complesse dello scenario economico".
"Il patto di sistema siglato con Intesa Sanpaolo per la crescita delle piccole imprese e dei territori è di grande importanza – afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio nazionale -. Si potrà tradurre, infatti, in interventi e strumenti di accesso al credito che aiuteranno in particolare le microimprese a poter beneficiare di risorse per restare competitive sul mercato. È inoltre di particolare rilevanza che in questi nuovi accordi, per le imprese associate a Confcommercio, nelle transazioni digitali non ci siano più commissioni per gli importi fino a 20 euro. Si passa da 10 a 20 euro come limite d'esenzione, e non è poco. L'innalzamento della soglia di esenzione a 20 euro porterà ai nostri operatori associati un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro. Un balzo in avanti che indica il percorso giusto: i costi di sistema non devono pesare in modo eccessivo sulle imprese. E con questi accordi associarsi a Confcommercio conviene ancora di più".
Per Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, "l'iniziativa di Intesa Sanpaolo ci fa sentire meno soli. Nel nostro percorso così accidentato, sottoposto ai pericolosi imprevisti che l'attualità riserva inevitabilmente all'andamento delle nostre aziende, in questo percorso noi, oggi, siamo accompagnati dal più grande gruppo bancario italiano che si mette al nostro fianco, consentendoci di proseguire nell'intento di fare il bene dell'Italia. Con i finanziamenti destinati alle necessità delle nostre piccole e medie imprese, infatti, si sostiene il sistema Paese, il cui tessuto primario è fatto del lavoro di quelle aziende di prossimità, a volte minime, che con il loro fare operoso riescono ad arricchire i nostri territori. Siamo fieri di essere integrati in questo patto di sistema che ha il merito di rappresentare una visione, quella di sostenere i piccoli miracoli dell'imprenditorialità italiana, con finanziamenti diluiti nel tempo, unica condizione per garantire ossigeno all'economia dell'Italia e permetterne il continuo sviluppo".
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