CONFCOMMERCIO: L’ECONOMIA TIENE NONOSTANTE LE TENS
Nonostante le tensioni internazionali e il ritorno delle pressioni inflazionistiche, l’economia italiana continua a mostrare una capacità di tenuta superiore alle attese. I dati dell'ultimo numero della Congiuntura Confcommercio indicano un quadro ancora "dinamico", sostenuto soprattutto dai servizi e dai consumi delle famiglie, mentre il mercato del lavoro resta sui livelli record raggiunti negli ultimi mesi.
L’occupazione continua a mantenersi ai massimi storici.
La crescita si è fermata, ma più per ragioni strutturali che per gli effetti della crisi internazionale. Allo stesso tempo, anche la produzione industriale torna a dare segnali moderatamente positivi dopo una lunga fase di debolezza. A trainare l’attività economica sono soprattutto i servizi legati al tempo libero e alla spesa delle famiglie, sostenuti anche dalla domanda proveniente dall’estero. In questo scenario si registra inoltre un recupero del settore automotive, anche se resta ancora da capire se si tratti di un miglioramento temporaneo o dell’inizio di una fase più stabile.
Resta però elevata l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente. Le tensioni geopolitiche stanno alimentando nuovi rialzi dei prezzi energetici e un’accelerazione dell’inflazione, mentre crescono i timori per possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento nei prossimi mesi. La portata e soprattutto i tempi di questi effetti restano difficili da prevedere. Per ora, molti dei problemi che gli analisti si aspettavano già in primavera sembrano essersi solo rinviati. Questo potrebbe lasciare spazio a un 2026 ancora positivo per l’economia italiana, rinviando però le conseguenze più pesanti all’anno successivo.
Dopo un primo trimestre chiuso con una crescita robusta e un mese di marzo particolarmente brillante, aprile e maggio mostrano un rallentamento, ma senza inversioni di tendenza. Secondo le stime Confcommercio, il PIL a maggio dovrebbe crescere dello 0,1% rispetto ad aprile, portando la crescita annuale all’1,5%. Il dato conferma una fase di espansione moderata ma ancora solida, favorita anche dall’effetto statistico positivo lasciato dal buon andamento di marzo e dal confronto con un 2025 caratterizzato da una sostanziale stagnazione dell’economia italiana. Se la situazione internazionale dovesse normalizzarsi entro la fine dell’estate, la crescita del Pil nel 2026 potrebbe persino superare lo 0,6% indicato dal Governo nel Documento di finanza pubblica. A contribuire ci sarebbe anche un fattore tecnico: il 2026 avrà infatti tre giornate lavorative in più rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei consumi, aprile conferma il trend positivo già emerso nei mesi precedenti. Dopo un marzo particolarmente favorevole, sostenuto anche dall’effetto anticipato della Pasqua, i consumi mostrano una crescita annua dell’1,3%.
Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "l’elemento di maggiore preoccupazione resta però l’inflazione. Le stime indicano per maggio un aumento dei prezzi del 3,4%, livello che non si registrava dalla fine dell’estate 2023. Le spinte principali arrivano ancora dall’energia, sia per le utenze domestiche sia per i carburanti, a cui si aggiungono rincari nei prodotti alimentari freschi". "Il rischio - ha detto Bella - è che questi aumenti si trasferiscano progressivamente anche ad altri settori dell’economia. In questo caso gli effetti potrebbero diventare più pesanti nei prossimi mesi, incidendo non solo sulla fiducia delle famiglie ma anche sulla capacità di spesa, erosa dalla riduzione del reddito reale disponibile".

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