CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: SULL’ECONOMIA ITALIANA PESANO LE TENSIONI GEOPOLITICHE
Secondo gli ultimi dati della Congiuntura Confcommercio, l’economia italiana continua a mostrare innegabili segnali di vitalità, ma le questioni geopolitiche continuano a "pesare". Dopo una breve tregua che aveva fatto respirare i mercati delle materie prime energetiche, migliorando le stime su inflazione e crescita rispetto alla scorsa primavera, il nuovo riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente introduce un elemento di forte incertezza sulle prospettive della seconda metà dell'anno.
Nonostante questo scenario complesso, i dati ad alta frequenza relativi al primo semestre promuovono lo stato di salute del nostro Paese. Al netto delle oscillazioni mensili dovute al calendario, i flussi informativi più recenti consolidano l'immagine di un secondo trimestre in crescita.
Le stime confermano una variazione congiunturale del Pil dello 0,4% nel secondo trimestre, che si traduce in un progresso dell'1,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2025.
Secondo il direttore dell'Ufficio Studi, Mariano Bella, "questa dote di crescita permette di guardare ai risultati complessivi del 2026 con un moderato ottimismo: l'obiettivo di un incremento del PIL vicino all'1% sull'intero anno appare ormai ampiamente consolidato. A meno di sorprese nei dati ufficiali attesi a fine mese, gli eventuali venti di rallentamento sposteranno i loro effetti soprattutto sul 2027, anno che si preannuncia sfidante anche a causa del venir meno degli effetti diretti del PNRR".
Sul fronte interno, la nota più lieta arriva dai consumi delle famiglie. L'Indicatore Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a giugno un progresso dell'1,8% su base annua, confermando la fase di recupero avviata a fine dello scorso anno. Il miglioramento dei volumi acquistati è diffuso, con performance particolarmente brillanti nei comparti dell'automotive e degli elettrodomestici. Ottima anche la tenuta dei servizi legati al tempo libero, trainati da una stagione turistica che – dopo un avvio di anno piuttosto faticoso a gennaio – ha ripreso decisamente quota grazie ai flussi dei visitatori stranieri.
"A dare ossigeno al potere d'acquisto delle famiglie - ha detto Bella -è stato il parziale rientro della dinamica inflattiva. Per il mese di luglio, grazie al calo dei prezzi dei beni energetici e degli alimentari non trasformati, si stima una flessione dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto a giugno, con un tasso tendenziale che scende al 2,5%". Questa traiettoria "virtuosa" rischia però di arrestarsi già ad agosto. Se le fiammate geopolitiche dovessero tradursi in un nuovo aumento strutturale dei beni energetici sui mercati internazionali, il processo di rientro dell'inflazione subirebbe una brusca frenata. Il pericolo concreto è che l'incertezza spinga le famiglie, in autunno, a congelare le decisioni di spesa, tornando a un atteggiamento di forte prudenza sui consumi non obbligati.
Pil mensile (dati destagionalizzati)
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