ECONOMIA VICENTINA, NEL TERZIARIO CRESCONO I SERVIZI E IL TURISMO È A DOPPIA VELOCITÀ
L’economia vicentina continua a muoversi in uno scenario complesso, nel quale convivono segnali di ripresa, trasformazioni strutturali e alcune aree di difficoltà. È il quadro che emerge dall’Osservatorio sull’economia e il lavoro della Camera di Commercio di Vicenza, aggiornato al 26 ottobre 2026, che analizza demografia imprenditoriale, occupazione, mercati esteri, turismo e congiuntura.
Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, il dato più evidente è proprio la crescente differenziazione interna al terziario: alcuni comparti tradizionali continuano a perdere unità locali, mentre avanzano in modo sostenuto attività professionali e servizi a maggiore contenuto di competenze.
Imprese: il sistema tiene, ma continua la selezione
A fine giugno 2026 le sedi d’impresa in provincia di Vicenza erano 78.466, 167 in meno rispetto a dodici mesi prima, pari a un calo dello 0,2%. Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni non d’ufficio resta però positivo: nel primo semestre dell’anno si registra un +392 imprese.
Prosegue inoltre il rafforzamento delle società di capitali, aumentate a Vicenza dell’1,8% in un anno e ormai pari al 34,9% delle imprese, mentre diminuiscono società di persone e imprese individuali.
Un andamento che suggerisce un sistema imprenditoriale in progressiva trasformazione, nel quale crescono forme societarie più strutturate mentre continua la riduzione delle realtà più piccole.
Le unità locali provinciali, nel complesso, aumentano leggermente dello 0,1%, ma gli addetti diminuiscono dello 0,2%, pari a 641 persone in meno. È soprattutto la fascia delle microimprese, da 1 a 9 addetti, a mostrare segnali di ridimensionamento: unità locali e occupati calano entrambi dell’1,6%.
Terziario: commercio in difficoltà, avanzano consulenza, finanza e salute
Il commercio al dettaglio continua a perdere terreno: tra giugno 2025 e giugno 2026 le unità locali diminuiscono dell’1,6%, con 179 attività in meno. Il dato conferma una trasformazione ormai strutturale della rete commerciale, chiamata a confrontarsi con cambiamenti nei consumi, nuovi canali di vendita e un progressivo aumento dei costi di gestione.
All’interno dello stesso terziario, tuttavia, si registrano dinamiche di segno opposto.
Crescono le attività legate alla salute, con +6,6% di unità locali. Anche i servizi finanziari registrano un forte incremento delle unità locali, +9,8%. E così le realtà direzionali e di consulenza, che crescono del 15,1% in termini di unità locali.
Il quadro segnala quindi uno spostamento progressivo dell’economia dei servizi verso attività professionali e specialistiche, caratterizzate da una maggiore domanda di competenze.
Anche i servizi di alloggio risultano in crescita nelle elaborazioni camerali, con un incremento del 3,6% sia sul fronte delle unità locali.
Turismo, provincia in calo ma Asiago e Bassano vanno in controtendenza
Più articolata la situazione del turismo.
Nei primi otto mesi del 2026 la provincia di Vicenza ha registrato 598.334 arrivi, in calo dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, e 1.608.482 presenze, diminuite del 3,2%.
A pesare è soprattutto la componente internazionale: gli arrivi degli stranieri scendono del 6,7% e le presenze del 6,9%. Gli italiani, invece, aumentano negli arrivi del 2,1%, anche se le loro presenze calano dell’1,3%.
La media provinciale nasconde però situazioni territoriali molto diverse.
L’Altopiano di Asiago realizza una performance decisamente migliore: nei primi otto mesi dell’anno gli arrivi aumentano del 9,2% e le presenze dell’1,6%. Da solo il comprensorio concentra il 16% degli arrivi provinciali e ben il 35,8% delle presenze.
Positivo anche l’andamento di Bassano del Grappa, con arrivi in aumento del 3,9% e presenze dell’1,8%. La Camera di Commercio evidenzia in particolare il contributo degli eventi culturali e musicali, dalla mostra dedicata a Giovanni Segantini agli appuntamenti estivi del territorio.
Diversa la situazione del Comune di Vicenza, dove gli arrivi diminuiscono del 5,5% e le presenze del 7,7%. Il capoluogo rappresenta comunque il 26,4% degli arrivi provinciali e il 21,7% delle presenze e presenta una peculiarità significativa: il peso della clientela italiana e di quella straniera è sostanzialmente equivalente.
I dati confermano quanto eventi culturali, sportivi e di richiamo sovralocale possano incidere direttamente sull'economia turistica dei territori, generando ricadute non soltanto per la ricettività ma anche per ristorazione, commercio e servizi.
Lavoro: aumentano le assunzioni, ma prevale il tempo determinato
Sul mercato del lavoro il saldo resta positivo.
Nel primo semestre 2026 le assunzioni in provincia sono state 53.910, in crescita dell’1,2% sull’anno precedente. Aumentano in particolare i rapporti a tempo determinato, +3,6%, mentre diminuiscono del 3,5% quelli a tempo indeterminato.
Il tempo determinato rappresenta infatti il 54,1% delle assunzioni, contro il 20% dell’indeterminato. Le trasformazioni dei contratti sono state 7.380, in calo del 6,7%: secondo l’Osservatorio, soltanto un contratto su cinque viene trasformato.
Particolarmente significativo il dato femminile: il ricorso al tempo determinato riguarda il 59,2% delle giovani donne assunte, il 61,3% delle donne tra i 30 e i 54 anni e il 65,2% delle over 55.
Le cessazioni raggiungono quota 51.190, +2,6%, mentre il saldo complessivo resta positivo per 3.760 posizioni di lavoro. Il 53,8% delle cessazioni è legato alla naturale scadenza dei contratti a termine.
Industria ed export tornano a crescere, ma la prudenza resta
Il rapporto offre naturalmente anche un quadro della componente manifatturiera.
Nel secondo trimestre 2026 la produzione industriale vicentina segna un +2,9% congiunturale e +2,6% tendenziale. Positivi anche fatturato, ordini interni e ordini esteri. Si tratta della crescita produttiva più significativa registrata dal 2023.
Il valore dell’export provinciale raggiunge 11,62 miliardi di euro nel primo semestre, in aumento del 2,3%, anche se con una dinamica inferiore al +4,5% italiano. Vicenza scende al quinto posto tra le province esportatrici, mentre Germania e Spagna mostrano segnali positivi e il mercato statunitense risente maggiormente delle restrizioni doganali.
Restano tuttavia elementi di cautela: le ore di cassa integrazione autorizzate aumentano rispetto al trimestre precedente e gli stessi imprenditori, pur indicando aspettative leggermente migliori, mantengono valutazioni prudenti.
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