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ENERGIA, NUOVA IMPENNATA DEI PREZZI

Le quotazioni di riferimento dell’energia elettrica è del gas sono più che raddoppiate rispetto ad ottobre 2025. Lo Sportello Energia dell’Associazione aiuta le aziende ad affrontare la situazione

giovedì 05 novembre 2026
ENERGIA, NUOVA IMPENNATA DEI PREZZI ENERGIA, NUOVA IMPENNATA DEI PREZZI

La tensione sui mercati energetici torna a farsi sentire con forza sui costi delle imprese. E i numeri delle ultime settimane mostrano un’accelerazione particolarmente marcata, sia per l’energia elettrica sia per il gas.

Il PUN, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sul mercato italiano, ha raggiunto nel mese di ottobre 2026 i 230,82 euro per megawattora nella fascia monorario, contro i 111,04 euro di ottobre 2025. In un anno, dunque, il prezzo è più che raddoppiato, con un incremento del 107,9%.

Un trend che si è intensificato rapidamente nel corso degli ultimi mesi. A luglio il PUN medio era pari a 157,04 euro/MWh, il 38,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025; ad agosto è salito a 180 euro, con un aumento tendenziale del 65,5%; a settembre ha raggiunto 207,54 euro, quasi il 90% in più rispetto all’anno precedente, fino al balzo di ottobre.

C’è poi un altro elemento che evidenzia la pressione sui costi: da marzo 2026 le quotazioni dell’energia elettrica, sia con riferimento ai valori per fasce orarie sia al valore monorario, risultano costantemente superiori a quelle degli stessi mesi del 2025. Del monorario abbiamo già detto, ma a ottobre sono stati raggiunti valori di 233,39 euro/MWh in fascia F1, 252,14 euro/MWh in F2 e 215,88 euro/MWh in F3.

Il dato più recente conferma inoltre che la tensione non si è ancora allentata. Nella settimana dal 26 ottobre al 1° novembre il PUN baseload medio ha toccato 261,76 euro/MWh, contro i 242,15 euro della settimana precedente. Rispetto alla seconda metà di settembre, quando si viaggiava attorno ai 202-216 euro/MWh, l’incremento supera ormai il 20%.
Il risultato è che la media del PUN dei primi dieci mesi del 2026 si colloca attorno a 154 euro/MWh, circa il 32% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Anche il gas accelera
Ancora più evidente è la crescita delle quotazioni del gas. Il PSV, il principale indice di riferimento del mercato italiano, ha raggiunto nel mese di ottobre 93,51 centesimi di euro per standard metro cubo, contro i 34,98 centesimi di ottobre dello scorso anno.

L’incremento su base annua è quindi di circa il 167%.

Anche in questo caso la dinamica degli ultimi mesi mostra una progressiva accelerazione: il PSV era pari a 59,99 centesimi a luglio, è salito a 67,90 centesimi ad agosto e a 83,40 centesimi a settembre, prima dell’ulteriore aumento di ottobre.

La media 2026 si attesta ora a 59,64 centesimi al metro cubo, contro i 40,85 centesimi medi del 2025: quasi il 46% in più.
L’aumento del gas finisce inevitabilmente per riflettersi anche sul prezzo dell’energia elettrica, considerato il peso che le centrali alimentate a metano continuano ad avere nel mix di produzione italiano. A pesare sui mercati sono inoltre le incertezze geopolitiche, i livelli degli stoccaggi (con l’Italia che brilla per livello di riempimento), le aspettative legate a un possibile inverno più rigido e, nelle ultime settimane, anche la minore produzione eolica dovuta alla scarsità di vento, che ha ridotto il contributo delle fonti rinnovabili.

Per le imprese del terziario si tratta di una dinamica particolarmente delicata. Ristorazione, alberghi, pasticcerie e panetterie, attività alimentari, pubblici esercizi e più in generale tutte le aziende caratterizzate da consumi energetici elevati rischiano di vedere crescere rapidamente una delle principali voci di costo.
In uno scenario simile, diventa difficile trasferire integralmente gli aumenti sui prezzi finali senza rischiare di comprimere i consumi. Ma assorbirli interamente significa, dall’altra parte, ridurre ulteriormente i margini aziendali.
È proprio in un contesto come questo che la scelta tra contratto a prezzo fisso e contratto indicizzato richiede particolare attenzione. Non è sufficiente confrontare il valore dell’energia indicato nell’offerta: occorre verificare spread applicati agli indici di mercato, quote fisse, durata, rinnovi, eventuali penali e tutte le altre clausole che possono incidere sul costo finale della fornitura.

Lo Sportello Energia di Confcommercio Vicenza 
Per questo Confcommercio Vicenza invita le aziende associate a rivolgersi allo Sportello Energia prima di sottoscrivere o rinnovare un contratto.
Il servizio consente di analizzare i contratti di energia elettrica e gas già in essere, verificare le offerte ricevute, confrontare le diverse condizioni e individuare eventuali costi poco trasparenti o clausole non favorevoli.

Attraverso l’Associazione si può inoltre accedere a forniture a prezzo convenzionato offerte da Magis Energia realtà con la quale è stato siglato un accordo che prevede uno spread applicato agli indici PUN e PSV molto contenuti, cui si aggiungono condizioni vantaggiose sulle quote fisse. 

Per maggiori informazioni contattare lo Sportello Energia di Confcommercio Vicenza al tel. 044964300.

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