ESTATE 2026 E CONSUMI: NEL VICENTINO AL TOP RISTORAZIONE, BENESSERE E ABBIGLIAMENTO
Quest’estate i veneti spenderanno in media 259 euro in ristorazione-sagre-eventi enogastronomici; 226 in abbigliamento-calzature-accessori; 183 nel benessere-cura della persona, confermando sostanzialmente i dati dell’anno scorso. Per quanto riguarda, nello specifico, i saldi, che partiranno il 4 luglio, la previsione di spesa è di 224 euro nell’abbigliamento, 190 nelle calzature, 186 negli accessori, anche in questo caso in linea col 2025 per almeno due consumatori su tre.
Sono i dati che emergono dalla consueta ricerca sui consumi estivi condotta da Confcommercio Veneto con Unioncamere del Veneto in occasione dell’arrivo dell’estate, realizzata con interviste a 600 persone distribuite in tutte e 7 le provincie.
Due terzi del campione riferiscono che faranno acquisti nei negozi, un terzo nei centri storici e due terzi in periferia; l’altro terzo del totale li farà on-line. Il criterio di scelta sarà soprattutto la qualità del prodotto, nel 60% dei casi e soprattutto nella fascia di popolazione più avanti con gli anni; il resto, il prezzo più contenuto, in particolare tra i più giovani.
Sullo sfondo continua a pesare l’inflazione: la perdita del potere d’acquisto della moneta pesa sui consumi per l’80% delle persone.
La maggioranza dei veneti, il 61%, riferisce che andrà in vacanza: il 30% sceglierà una meta in regione, il 60% fuori regione ma in Italia, il 34% all’estero. Il mare si conferma la destinazione preferita, col 53%, seguito dalla montagna al 29%. La sistemazione più gradita è l’hotel, col 39%, al secondo posto l’appartamento in affitto turistico al 21%, al terzo il bed & breakfast al 17%. La stragrande maggioranza, al 72%, sceglie la località guardando al relax e prenota il proprio viaggio on line. La spesa media per le vacanze è 885 euro a persona.
Il focus su Vicenza
L’indagine conteneva anche alcuni dati riferiti ai consumi in ambito provinciale, che sono stati analizzati dal presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo: “Emerge evidenziano una tendenza dei vicentini a spostare le abitudini di acquisto dai beni ai servizi. La ristorazione, infatti, è la prima voce nelle previsioni di consumo, seguita dal segmento del benessere e della cura della persona, mentre vanno per la maggiore anche i viaggi. Proprio a questo proposito – continua il presidente Piccolo -, il campione preso a riferimento per l’indagine segnala una maggior propensione dei vicentini a concedersi una vacanza: sono il 59% del campione quelli che prevedono di viaggiare questa estate, contro il 53% dello scorso anno”.
Rimane comunque forte la propensione di spesa per il segmento “abbigliamento, calzature e accessori”, “confermato anche da piccoli segnali positivi sui prossimi saldi – rileva il presidente di Confcommercio Vicenza -. Se nel 2025 era solo il 5% la percentuale del campione che pensava di spendere di più rispetto all’anno precedente, nel 2026 questa percentuale sale al 10%. Cala poi, seppur di poco, chi ridurrà il budget rispetto ai precedenti saldi estivi, passando dal 28% del 2025 al 26% del 2026”. Secondo il presidente Piccolo, “i tanti elementi di incertezza che stiamo vivendo condizionano ancora i consumi, ma leggiamo con fiducia i timidi segnali positivi che emergono su alcune voci di spesa. Segnali che vanno sostenuti con misure concrete per far ripartire i consumi interni, essenziali per la nostra economia e per dare sostenibilità al commercio di vicinato”.
Le dichiarazioni dei presidenti Bertin e Santocono
Per il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin: “I dati dell’indagine mostrano un consumatore veneto maturo in un quadro caratterizzato dall’aumento del costo della vita, che continua a rappresentare un certo freno ai consumi. Le nostre imprese commerciali stanno facendo salti mortali per non scaricare i rincari sui clienti, ma per preservare la vitalità dei centri urbani serve un intervento strutturale di sostegno ai redditi e ai consumi interni. I saldi – aggiunge - continuano a rappresentare un’opportunità molto importante per sostenere il commercio, specialmente quello di prossimità. Nell’immaginario collettivo resta il periodo in cui è possibile trovare qualche buona occasione approfittando degli sconti. Risparmiare qualcosa aiuta il budget per le vacanze: i dati mostrano che muoversi nei mesi estivi, per un soggiorno fuori casa o un viaggio, viene considerato un bene essenziale per il benessere della persona”.
"Se da un lato la spesa turistica sostiene la tenuta dei consumi con un dato incoraggiante – dichiara il presidente di Unioncamere Veneto Antonio Santocono -, dall’altro le famiglie venete continuano a confrontarsi con una situazione economica complessa, dovuta all’incertezza dello scenario macroeconomico con cui si è aperto l’anno, all’inflazione e alla crescita dei costi incomprimibili della vita quotidiana. C’è maggiore prudenza – continua Santocono - con una ridefinizione delle priorità di spesa nel campo della ristorazione, sagre ed eventi enogastronomici, nonché nel commercio tradizionale vicinato fondamentale per la vitalità economica e sociale dei territori. Alla luce di questo scenario, diventa essenziale promuovere misure capaci di salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere la domanda interna, contribuendo a rafforzare la fiducia dei consumatori e la tenuta del tessuto economico locale”.
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