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FURTI CON “SPACCATA”, UN FLAGELLO PER COMMERCIO E PUBBLICI ESERCIZI

Un’impresa su tre è già stata colpita e una su due teme di subirne uno nei prossimi mesi. Per proteggersi il 42,4% ha sostenuto investimenti aggiuntivi, con una spesa media di 2.950 euro. Di Dio: “fenomeno diffuso, serve più prevenzione”

mercoledì 14 ottobre 2026
FURTI CON “SPACCATA”, UN FLAGELLO PER COMMERCIO E PUBBLICI ESERCIZI FURTI CON “SPACCATA”, UN FLAGELLO PER COMMERCIO E PUBBLICI ESERCIZI
Fonte: Confcommercio Nazionale

I furti con spaccata sono il reato predatorio che nel 2026 è aumentato più degli altri: a pensarla così è il 38,9% delle imprese del commercio e dei pubblici esercizi secondo un’indagine di Confcommercio. Dalla quale emerge anche che un terzo delle attività (34,8%) ha già subito una spaccata e il 59,4% tra queste è stato colpito due o più volte. Un’impresa su due (49,9%) teme di subire la medesima sorte nei prossimi mesi e il 51,7% è a conoscenza di casi ai danni di colleghi nella propria zona. La maggior parte delle spaccate (85%) avviene quando l’attività è chiusa.

Per proteggersi dal fenomeno, il 42,4% delle imprese ha sostenuto investimenti aggiuntivi spendendo in media 2.950 euro, soprattutto per videosorveglianza (74,6%), ma anche per vigilanza privata (29,8%) e serrande o porte blindate (29,5%). L’82,3% dispone di una copertura assicurativa, totale o parziale, contro i danni provocati dalle spaccate, mentre impianti di videosorveglianza (49,7%) e maggior presenza delle forze dell’ordine (42,3%) sono le misure ritenute più efficaci per garantire la sicurezza del territorio.

Di Dio: “fenomeno diffuso, serve più prevenzione”

“Le chiamiamo ‘spaccate’, ma dietro questa parola ci sono furti che provocano danni spesso sproporzionati rispetto al valore della refurtiva: vetrine distrutte, costose riparazioni e attività da rimettere in condizioni di lavorare. A questo si aggiungono la preoccupazione e il senso di vulnerabilità degli imprenditori. I dati della nostra indagine confermano che non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno diffuso che richiede risposte concrete. La sicurezza è un bene collettivo e i suoi costi non possono ricadere soltanto sulle imprese. Servono più prevenzione, una presenza più capillare delle forze dell’ordine e incentivi per gli investimenti in sicurezza. Perché proteggere negozi e pubblici esercizi significa anche difendere la vivibilità e la vitalità delle nostre città”: questo il commento della vicepresidente di Confcommercio con delega alle Politiche della Legalità, della Sicurezza e dell'Etica d'impresa, Patrizia Di Dio.

SINTESI DEI RISULTATI

IMPATTO FENOMENI CRIMINALI

  • I furti con spaccata (38,9%) sono il reato predatorio percepito in maggior aumento dalle imprese del commercio e dei pubblici esercizi nel 2026.
  • Oltre tre imprenditori su dieci (32,3%) temono che la propria attività commerciale possa essere esposta a crimini, quali furti, rapine, atti vandalici, e i furti rappresentano la principale preoccupazione (36,7%).                             

SPACCATE

  • Una impresa su due (49,9%) teme di subire una spaccata nei prossimi mesi. 
  • Oltre un terzo dei negozi e dei pubblici esercizi (34,8%) ha già subito una spaccata e, tra questi, oltre la metà (59,4%) due o più volte. Un imprenditore su due (51,7%) è a conoscenza di spaccate ai danni di colleghi nella propria zona di attività. 
  • Le spaccate avvengono nella maggior parte dei casi quando l’attività è chiusa al pubblico (per l’85%), ma si verificano anche quando l’impresa è aperta (10,9%).
  • L’82,3% delle imprese possiede una polizza assicurativa che copre completamente o parzialmente i danni derivanti da spaccate.
  • Il 42,4% degli imprenditori ha dovuto investire risorse extra per migliorare  la sicurezza del negozio per il timore di spaccate, soprattutto in termini di videosorveglianza (74,6%) ma anche per vigilanza privata (29,8%) e serrande o porte blindate (29,5%).
  • La spesa media sostenuta per gli interventi extra per la sicurezza è di  2.950 euro.
  • In generale, videosorveglianza (76,1%) e sistemi di allarme (47,5%) sono le misure più adottate per la sicurezza.

VIVIBILITÀ E SICUREZZA DEL QUARTIERE

  • Quattro  imprese su dieci sono preoccupate per la presenza delle baby gang e della mala movida, principalmente per atti di vandalismo (33,3%) e degrado urbano (29,5%).
  • Il 26,1% delle attività commerciali segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere, in prevalenza per episodi di microcriminalità (45,7%) e atti vandalici (43,1%).

PRIORITÀ E INTERVENTI PER IL TERRITORIO

  • La quasi totalità delle attività commerciali (98,9%) concorda sulla previsione di bonus e agevolazioni fiscali per il miglioramento della sicurezza e  di presidi di sicurezza (come la polizia di quartiere) nelle aree in cui c’è microcriminalità.
  • Videosorveglianza (49,7%) e maggior presenza di forze dell’ordine (42,3%) sono le misure ritenute più efficaci per garantire la sicurezza del territorio.

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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