TERZIARIO VICENTINO: LE IMPRESE SI STRUTTURANO E R
Il Report veneto sulla “Demografia d’impresa del Terziario di mercato” scatta una fotografia del settore anche nel Vicentino, focalizzandosi in particolare su commercio (al dettaglio e all’ingrosso), turismo (alloggio e ristorazione), intermediazione immobiliare, attività informatiche e trasporto. Settori che contano in provincia, secondo il documento diffuso da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, 26.735 sedi d’impresa e 9.641 unità locali, occupando 131.651 addetti.
“Quello che emerge dal Report – è il commento di Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza – è l’immagine di un comparto solido e strategico per il nostro territorio. Le aziende sono sempre più strutturate, soprattutto nel commercio al dettaglio e questo è un segnale positivo, perché ci fa capire che gli imprenditori hanno investito per rimanere competitivi sul mercato e hanno messo in campo strategie per garantire la continuità aziendale. Da notare che i settori più significativi, per consistenza e occupazione, sono ancora principalmente controllati dall’imprenditoria vicentina. Ritengo questo sia un vantaggio importante – prosegue il presidente Piccolo -, perché stiamo parlando di realtà che hanno un impatto diretto sulla qualità di vita delle nostre città e dei nostri paesi, e dunque rimane strategico il legame tra l’imprenditore e il territorio, vale a dire una vicinanza tra luogo di erogazione del servizio e centro decisionale”.
Guardando al commercio, in particolare quello al dettaglio che ha il peso maggiore tra quelli analizzati dal Report, sono 7.530 le imprese in provincia. Questo è anche il settore con il maggior numero di unità locali (ovvero altre sedi rispetto a quella legale dell’impresa), che sono ben 3.974, rappresentando il 34,5% del totale. Focalizzandosi proprio su queste ultime, ad essere controllate da imprese fuori provincia sono 1.793, ovvero il 15.6% dello stock totale (imprese + unità locali); il che significa che il settore ha ancora una forte componente di imprenditoria berica, pur essendo comunque significativa la quota di punti vendita controllati da realtà non vicentine. Il peso occupazionale è elevato, con oltre 36 mila addetti.
Rilevante, nell’economia del Terziario vicentino, è anche il commercio all’ingrosso, che conta 7.065 imprese e 1.836 unità locali (il 20,6% del totale) per quasi 30mila addetti, ma qui il controllo delle unità locali esercitato da imprese extra provincia scende al 9,8% del totale.
Passando al secondo settore del Terziario per impatto occupazionale, ovvero la ristorazione (dove lavorano quasi 33 mila addetti), secondo il Report le imprese con sede in provincia sono 4.617, alle quali si aggiungono 1.906 unità locali (il 29,2% del totale). Questo è il settore più radicato sul territorio, considerato che le unità locali controllare da realtà fuori provincia rappresentano solo il 7% del totale. “Qui emerge il valore aggiunto della nostra ristorazione – è il commento di Nicola Piccolo – che sta proprio nell’identità territoriale, spesso legata a doppio filo alla figura dell’imprenditore”.
Rimanendo sempre nel turismo, il Report sancisce il cambiamento avvenuto nel settore degli alloggi dove sono 855 le imprese che operano nel campo degli affitti brevi, contro le 503 dell’alberghiero, “ma va evidenziato – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza – lo squilibrio dal punto di vista occupazionale: l’alberghiero conta 6.451 addetti contro i 2.003 degli alloggi, a dimostrare ancor più come siano gli hotel a garantire reali benefici al territorio in termini di generazione di ricchezza. Senza considerare che il lavoro creato dagli hotel ha un’altra qualità rispetto a quello creato dalle locazioni”.
Il report analizza anche il settore dei servizi, dove emergono situazioni strutturali molto eterogenee tra i vari comparti. Da un lato, ad esempio, il segmento delle attività immobiliari appare il meno strutturato in assoluto (con le unità locali che pesano solo l’11,2% sul totale) e solo il 2,5% dello stock (imprese+unità locali) sono controllate da realtà non vicentine. Diametralmente opposta è la situazione nei trasporti, dove le unità locali superano le imprese (655 contro 639) e la quota delle realtà controllare da fuori provincia sale al 24,5% dello stock, la più alta in assoluto nel Terziario.
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