IMMATRICOLAZIONI AUTO: PRIMO SEMESTRE A 10,7. E ARRIVANO GLI INCENTIVI PER I VEICOLI COMMERCIALI
Cresce a doppia cifra il mercato dell’auto vicentino nel primo semestre del 2026. Secondo i dati diffusi da Unrae-Confcommercio (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli esteri), da gennaio a giugno di quest’anno sono state immatricolate nella provincia berica 11.421 autovetture, contro le 10.318 del 2025, con un +10,7%.
Ottima anche la performance di giugno: con 1.917 vetture immatricolate contro le 1.702 dell’anno scorso, la crescita è stata del 12,6%.
“Sono dati rilevanti per il settore, che registra vendite trainate principalmente da privati e noleggio a lungo termine – è il commento di Vittorino Bisson, presidente dell’Associazione provinciale Concessionari ufficiali autoveicoli di Confcommercio Vicenza -. Guardando alle motorizzazioni, i dati nazionali sono speculari a quelli provinciali e tra i segnali più evidenti c’è la continua “caduta” nelle vendite dell’alimentazione diesel “pura”, che in questo semestre scende ad una quota di mercato del 6,8%. Al contrario crescono, sempre nel confronto tra il primo semestre 2025 e 2026, le vendite di auto “con la spina”, ovvero le elettriche e le ibride plug-in, che raggiungono, assieme, una quota di mercato del 17,4% tra gennaio e giugno 2026. Questo trend, unito all’aumento delle vendite di tutte le altre alimentazioni ibride – continua Bisson – dimostra come il consumatore sia sempre più convinto di scegliere auto a basse emissioni e che gli incentivi hanno fatto la loro parte, rendendo accessibile l’offerta sempre più ampia di questo tipo di vetture”. Bonus che qualche problema, però, lo stanno creando alle concessionarie: “I rimborsi da parte dello Stato sono in grave ritardo costringendoci ad una forte esposizione finanziaria – sottolinea Bisson -. Auspichiamo che questa situazione si risolva quanto prima, perché sta mettendo in difficoltà gli operatori, soprattutto quelli meno strutturati”.
Nel frattempo i concessionari guardano con interesse al rifinanziamento del Fondo automotive per il periodo 2026-2030, diretto a sostenere la filiera e a incentivare la mobilità a basse emissioni inquinanti. Sul piatto, 180 milioni di euro in contributi per agevolare l’acquisto di veicoli commerciali N1 e N2 fino a 7,2 tonnellate. “È un aiuto concreto alle PMI e alle imprese di trasporto, in particolare quelle impegnate nelle consegne sul così detto “ultimo miglio” – è l’analisi del presidente dei concessionari aderenti a Confcommercio Vicenza -. Il parco circolante di questa tipologia di veicoli è particolarmente vecchio e, con la crescita dell’on line, questi mezzi più inquinanti viaggiano in gran numero sulle strade delle nostre città: incentivare il passaggio alle motorizzazioni a bassa emissione avrà un impatto positivo a beneficio di tutti, operatori economici e cittadini e mi auguro che le imprese sapranno cogliere questa opportunità”. Anche perché i bonus previsti sono allettanti e dunque è probabile che più di qualche azienda deciderà di rinnovare la propria dotazione. Alle PMI che esercitano attività di autotrasporto di cose in conto proprio o in conto terzi spetta infatti un contributo per acquisto, anche in locazione finanziaria, di veicoli commerciali nuovi di categoria N1 e N2 a motorizzazione elettrica (BEV) e a idrogeno (FCEV) che può arrivare a 16 mila euro senza rottamazione, o a 20 mila euro se si rottama un veicolo fino ad euro 4 (il contributo è modulato in base alla massa). Ma il Fondo guarda anche a chi, per varie ragioni, non può passare all’elettrico e deve rivolgersi alle alimentazioni tradizionali di nuova generazione (dunque a minor impatto): in questo caso la rottamazione di un veicolo fino a euro 4 è obbligatoria se si vuole ottenere il contributo, che può arrivare da un minimo di 2 mila ad un massimo di 10 mila euro.
“Stiamo attendendo che vengano rese note le procedure per accedere al Fondo e ci auguriamo che il tutto sia operativo in tempi brevi – conclude il presidente Bisson -. Il mercato dei veicoli commerciali registra da anni un significativo calo delle vendite e questa misura può essere una spinta importante, con un impatto positivo anche sul fronte della transizione ecologica e della vivibilità delle nostre città”.
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