CRISI CARBURANTI E PROMOZIONI PREZZI: FIGISC VENETO LANCIA L'ALLARME SU DISSERVIZI E RISCHIO TENUTA ECONOMICA DEI GESTORI
A seguito dell’incontro d’urgenza dei vertici regionali e provinciali di FIGISC Confcommercio Veneto, la categoria dei gestori degli impianti di carburante lancia un accorato allarme sulla situazione di forte criticità che sta interessando la rete distributiva regionale e nazionale.
Al centro dell'analisi, le conseguenze prodotte dalle recenti campagne promozionali di riduzione dei prezzi delle multinazionali del settore. Un’iniziativa che, se da un lato è stata presentata come una misura a favore degli automobilisti, dall'altro sta generando pesanti disservizi alla cittadinanza e mettendo a rischio la tenuta economica di migliaia di imprese di gestione.
FIGISC Confcommercio, sia a livello territoriale che nazionale, ha già attivato tutte le interlocuzioni con le compagnie petrolifere e con le istituzioni di Governo, con una nota inviata il 5 ottobre, per richiedere un tavolo di confronto urgente. L'obiettivo è ripristinare immediate ed eque condizioni di fornitura lungo l'intera filiera, tutelare la continuità del servizio al pubblico e proteggere il lavoro e la dignità delle oltre 20.000 famiglie che operano nel settore.
Due le criticità principali riscontrate sul territorio:
"FIGISC Veneto vede certamente con favore tutte le iniziative volte a calmierare i prezzi del carburante a beneficio di famiglie e imprese - dichiara Eugenio Volpato, Presidente di FIGISC Confcommercio Veneto - Tuttavia, tali misure devono sempre tenere conto dell’anello più debole della filiera: il gestore dell'impianto, che deve essere adeguatamente tutelato. Oggi siamo invece di fronte a una dinamica paradossale in cui il costo reale delle promozioni e dei disservizi viene interamente scaricato sulle nostre spalle. Da una parte abbiamo gestori che non ricevono con regolarità carburante da erogare o i quantitativi ordinati; dall'altra abbiamo imprenditori con i piazzali vuoti che rischiano il fallimento nel giro di poche settimane. È fondamentale far capire all'opinione pubblica che i gestori sono le prime vittime di questo sistema, pur continuando a fare del loro meglio per garantire un servizio essenziale alla collettività».
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