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LIBRERIE: L’OFFERTA NEL TERRITORIO PROMUOVE LA CULTURA

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico il presidente Paolo Ambrosini mette in evidenza le criticità del settore e ribadisce le richieste dell’Ali

mercoledì 01 settembre 2021
LIBRERIE: L’OFFERTA NEL TERRITORIO PROMUOVE LA CULTURA LIBRERIE: L’OFFERTA NEL TERRITORIO PROMUOVE LA CULTURA
Fonte: Confcommercio Nazionale

L’anno scolastico è alle porte e l’Ali, Associazione Librai Italiani, tramite il suo presidente Paolo Ambrosini torna a far sentire la sua voce per mettere in evidenza le criticità del settore, ma anche per ribadire le proposte presentate oltre un anno fa alle commissioni Cultura di camera e Senato.

Da anni l’Ali chiede che anche per chi acquista libri, vi sia la detrazione fiscale al pari di quella per le spese mediche. “A volte – ha ribadito il presidente Ambrosini – i libri scolastici sono gli unici che entrano in una famiglia -  ma anche che -: ci sono 13 milioni di italiani senza librerie  né cartolibrerie sul territorio e questo ha ricadute anche sulla promozione della cultura, perché se c’è offerta commerciale c’è consumo culturale”.

“La rete delle librerie e cartolibrerie – ha aggiunto Ambrosini - è oggi messa a rischio dalla bassa marginalità sui libri scolastici riconosciuta dagli editori ai librai. Una contrazione costante negli anni iniziata dopo la denuncia nel 1991 da parte di Aie degli accordi economici con Ali che regolavano il rapporto editore-libreria per i libri di testo”. “Da allora – ha sottolineato il presidente Ali - in trent’anni, le librerie hanno perso il 40% della marginalità passando da un margine del 25% previsto nell’accordo a un valore medio che ora si attesta attorno al 16% e che per la rete commerciale più di prossimità è anche inferiore al 13%. Di fatto sono fuori mercato dato che l’attuale legge consente la vendita di libri di testo con sconto al pubblico fino al 15% del prezzo di copertina”. Come se non bastasse poi, la riduzione di margine è stata solo in minima parte compensata da un miglior servizio alle librerie, e così si opera ancora in assenza di informazioni strutturate sulla disponibilità del prodotto e sui tempi della sua reperibilità. “Il rapporto commerciale – ha osservato Ali -  oltre ad essersi deteriorato per la riduzione di marginalità, ha tolto al libraio alcune leve competitive rispetto ai nuovi canali di commercializzazione, che spesso usano il libro come “articolo civetta” offrendolo però solo per un periodo limitato e potendo così rinunciare alla totalità del margine in cambio della vendita di altri beni e servizi (cross merceologico)”. E se tutto questo già non fosse sufficiente per determinare una situazione di grande difficoltà c’è anche il tema della concentrazione per quel che riguarda la produzione editoriale con 4 gruppi editoriali che oggi controllano circa l’80% del mercato. “Un fatto – ha detto Ambrosini - che  determina una riduzione della competitività all’interno della filiera e espone maggiormente gli operatori commerciali librai, e non solo, a politiche commerciali imposte”.

Le proposte di Ali
Cinque sono le richieste che l’Associazione dei Librai Italiani ha fatto alle istituzioni per aiutare le librerie che fanno fatica a sopravvivere e per denunciare l’urgenza di una riforma dell’editoria scolastica. Un margine fisso garantito al 25% per poter competere con gli altri operatori commerciali; il vincolo di destinazione d'uso delle somme trasferite dallo Stato ai Comuni per il diritto allo studio; la revisione dei tempi di distribuzione dei libri per evitare ritardi; la riduzione al 5% dello sconto al pubblico e la detrazione fiscale, al pari di quella per le spese mediche, per chi acquista libri.

Secondo Ambrosini, "i tempi ormai siano maturi per intervenire: da oltre un anno abbiamo presentato queste richieste alle commissioni Cultura di Camera e Senato, ora è arrivato il momento di renderle note alla stampa e ai consumatori. Proprio perché con il suo intervento relativo alle adozioni dei libri e ai prezzi determina di fatto il valore del mercato dell'editoria scolastica, lo Stato adesso non può più girarsi dall'altra parte".

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