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NEI PICCOLI COMUNI C’È UN TESORO NASCOSTO PER IL TURISMO ITALIANO

Convegno Confturismo-Confcommercio: una crescita sostenibile dei flussi nei centri minori potrebbe generare 1,6 miliardi di Pil e 14mila nuovi posti di lavoro. Mazzi: “il turismo dei borghi è un tema strategico”. Pinzger: “centri minori potenziali motori di sviluppo del turismo italiano”

martedì 07 luglio 2026
NEI PICCOLI COMUNI C’È UN TESORO NASCOSTO PER IL TURISMO NEI PICCOLI COMUNI C’È UN TESORO NASCOSTO PER IL TURISMO

Una crescita sostenibile dei flussi turistici dei Comuni a vocazione turistica delle aree interne d’Italia potrebbe generare nei prossimi cinque anni 1,6 miliardi di euro di Pil e 14mila nuovi occupati. È il dato principe ricerca Confturismo-Isfort “Il valore turistico dei centri minori”, presentata in occasione del convegno “Il turismo è territorio”, organizzato a Roma da Confturismo-Confcommercio.

Il calcolo deriva dalla considerazione che nel nostro Paese sono soltanto solo 350 su 2.137 (il 16% circa) i piccoli Comuni che, producendo oltre 128 milioni di pernottamenti all'anno e una spesa turistica che vale 25 miliardi di euro, riescono a esprimere in modo efficace il proprio potenziale. Pensiamo, ad esempio, a località venete come Caorle, Jesolo e Lazise. Il restante 84% genera circa 33 milioni di pernottamenti e una spesa turistica annua di 6 miliardi di euro: il contrasto è evidente, così come l’ampiezza dei margini di sviluppo e miglioramento.

Ovviamente c’è un “però”: l'84% dei Comuni di cui si parla è classificato come “periferico” e il 91% come “ultraperiferico”, il che significa che le difficoltà di accesso ai servizi essenziali sono forti e che di conseguenza è prioritario e strategico investire nel miglioramento delle infrastrutture e dei collegamenti di trasporto. Nulla hanno potuto al riguardo le risorse del Pnrr e del Fondo complementare, che sembrano aver prodotto impatti positivi solo nei grandi poli urbani, così come il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 - che aveva indicato l’accessibilità e la mobilità turistica come due asset strategici per la crescita dell’attrattività del Paese - non sembra aver ancora prodotto effetti significativi in proposito.

Accanto agli investimenti infrastrutturali, gli esperti indicano nella transizione digitale e nella collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità locali altri due attori chiave per la crescita. Tra i casi-scuola a questo proposito, citano il sistema turistico del Trentino, con particolare riferimento alla Val di Fassa, e il modello interregionale del Lago di Garda.


Mazzi: “il turismo dei borghi è un tema strategico”

Nel suo intervento il ministro del Turismo, Giammarco Mazzi, ha sottolineato che “quello dei borghi è un tema cruciale e strategico, come Governo ci stiamo lavorando molto: sono al centro della richiesta internazionale, quasi più dei grandi centri del turismo di massa, perché il turista oggi non è più quello di una volta, è tecnologico, informato e non si limita come un tempo a informarsi e visitare solo le grandi città. Il potenziale di crescita è enorme, visto che solo il 4% del territorio italiano è sfruttato dal punto di vista turistico. Da parte nostra abbiamo in programma numerose azioni: in particolare investiremo molto sui cammini spirituali, sul cicloturismo e sul turismo culturale. Il nostro obiettivo è favorire un turismo spalmato su tutto l’anno e su tutti i territori”.


Sangalli: “c'è un ampio potenziale turistico da valorizzare”

“Il turismo è molto più di un settore economico: è uno dei principali interpreti del Sense of Italy, quel patrimonio di cultura, stile di vita, accoglienza e identità che rende il nostro Paese unico nel mondo. È un valore che va oltre il Made in Italy, perché non si può replicare né delocalizzare. Le nostre imprese della filiera turistica sono le protagoniste di questa esperienza autentica, alimentano l'attrattività dell'Italia e trasformano ogni viaggio in un legame duraturo con il nostro Paese. È questa la nostra forza competitiva e il motore di una crescita che crea valore economico e culturale”: così in videocollegamento il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

"Come evidenzia l'analisi presentata oggi - ha proseguito - esiste ancora un ampio potenziale turistico da valorizzare, soprattutto dei centri minori, nei borghi, che possono e devono svilupparsi, migliorare e diventare più attrattivi. Questa prospettiva si raccorda perfettamente con l'obiettivo della destagionalità e con il nostro progetto Cities che punta sulla rigenerazione urbana anche attraverso il rilancio delle attività commerciali".


Pinzger: “centri minori potenziali motori di sviluppo del turismo italiano”

"I risultati della ricerca dimostrano che i centri minori possono diventare uno dei principali motori di sviluppo del turismo italiano. Investire nella loro valorizzazione significa creare nuove opportunità di crescita economica e occupazionale, ma anche favorire una più equilibrata distribuzione dei flussi turistici, riducendo la pressione sulle destinazioni più affollate e promuovendo un modello di sviluppo più sostenibile. Perché questo potenziale si traduca in risultati concreti è necessario rafforzare infrastrutture, accessibilità, innovazione e la collaborazione tra istituzioni, imprese e territori. Solo così potremo costruire un turismo capace di generare valore diffuso e duraturo per l'intero Paese": questo il commento del presidente di Confturismo, Manfred Pinzger.


Onorato: “il problema delle infrastrutture è gigantesco”

Secondo l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Alessandro Onorato, “lo studio Confturismo-Isfort ci conferma che il primo gigantesco problema del nostro Paese è quello delle infrastrutture, i collegamenti sono del tutto insufficienti. È evidente che, se solo ci fosse modo di arrivarci, qualunque borgo italiano è più attrattivo di un qualunque piccolo centro della Scandinavia. Da parte nostra a Roma stiamo puntando anche sui grandi eventi, come lo sport e i concerti”.


LE RICHIESTE DI CONFTURISMO

Detto che il principio dell’ “equità competitiva” rappresenta la precondizione perché ogni misura si riveli efficace e che quindi è necessario applicare rigorosamente il principio “stesso mercato, stesse regole”, Confturismo chiede:

  • Ricalibrazione dei bandi di investimento (Small-Scale): introduzione di soglie minime di investimento più basse nei programmi di incentivo e digitalizzazione delle procedure con l'obbligo per la PA di rispondere alle richieste di chiarimento entro 72 ore.
  • Semplificazione ed agevolazione in materia giuslavorista per i contratti stagionali e le prestazioni occasionali, per favorire una maggiore possibilità nel reclutamento della forza lavoro nel settore, una vera emergenza.
  • Incentivi per la resilienza al cambiamento climatico: canali di finanziamento pluriennali per l'adattamento delle strutture (sistemi di ombreggiamento, efficienza idrica e raccolta dell'acqua piovana, desigillazione delle superfici e riconversione degli spazi aperti).
  • Incentivi per la diversificazione e l’innovazione dell’offerta turistica: realizzare azioni utili e necessarie per il prolungamento della stagione turistica, con sostegni alle aperture annuali o con stagionalità prolungate (ad esempio attraverso riduzioni delle tariffe sulla tassa dei rifiuti, riduzione degli importi del contributo di soggiorno, eccetera).
  • Semplificazione dell’autorizzazione agli investimenti per interventi strutturali per favorire la destagionalizzazione intervenendo attraverso provvedimenti normativi, in analogia ad esempio, con la l. 424/1989, adottata per le attività economiche nelle aree interessate dagli eccezionali fenomeni di eutrofizzazione verificatisi nell'anno 1989 nel mare Adriatico.
  • Costi di transazione monetaria e commissioni bancarie: divieto di addebito di commissioni bancarie sulle transazioni POS riguardanti le mance elettroniche destinate ai dipendenti e azzeramento dei costi bancari sulla riscossione dell'Imposta di Soggiorno, trattandosi di meri fondi di passaggio riscossi per conto degli enti pubblici.

“Abbiamo inviato un documento al Ministero del Turismo con le istanze delle categorie a breve e medio periodo, ma ci apprestiamo, con il Consiglio Generale di Confturismo, a varare un documento programmatico di più ampio respiro, con l’intenzione di promuovere strumenti adatti a sostenere il turismo. Siamo convinti che il turismo sia un’attività di frontiera, di confine tra settori, che può davvero modificare positivamente l’economia di un territorio, di una città, di un borgo, di un paese. Come Confturismo–Confcommercio abbiamo una responsabilità sociale, oltre che di rappresentanza: promuovere uno sviluppo economico dei territori sostenibile ed innovativo. Il turismo può e deve essere l’acceleratore di questo processo”, commenta il presidente Manfred Pinzger.

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