TURISMO NEL VICENTINO: FLESSIONE NEI PRIMI 5 MESI DEL 2026
Tiene il turismo italiano ma cala quello straniero, trascinando in territorio negativo i dati di arrivi e presenze nei primi cinque mesi dell’anno. È questa, in sintesi, la fotografia dell’andamento turistico della provincia di Vicenza nel periodo gennaio-maggio 2026, confrontato con lo stesso arco temporale del 2025. I dati sono gli ultimi disponibili nel sistema statistico della Regione Veneto, che attestano come gli arrivi si fermino quest’anno a 335.206, 3.529 in meno rispetto ai primi cinque mesi del 2025, con un calo dell’1%. Più marcata la flessione delle presenze (ovvero dei pernottamenti nelle strutture ricettive): in provincia ne mancano all’appello quest’anno, rispetto al periodo gennaio-maggio 2025, ben 22.091, ovvero il 2,6%, attestandosi nel 2026 a 825.294 (erano state 847.385 nei primi 5 mesi dello scorso anno).
A fare la differenza, come accennato, il calo dei turisti stranieri: i 115.778 giunti nel Vicentino quest’anno, segnano un -5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando erano stati 122.666). Analoga flessione anche nelle presenze: 265.575 nel 2026 (sempre nel periodo considerato), contro le 284.711 di gennaio-maggio 2025, con una flessione del 6,7%. Tengono invece i numeri dei turisti italiani: crescono dell’1,6% negli arrivi, che sono stati 219.428 quest’anno contro i 216.069 dell’analogo periodo del 2025 e calano di poco nelle presenze, che segnano un – 0,5% passando dalle 562.674 di gennaio-maggio 2025 alle 559.719 di quest’anno.
“Credo che il contesto internazionale, tra guerre e aumento dei costi nei trasporti, abbia influito fin qui non poco su questi risultati – è il commento di Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza -, ma c’è anche un tema di attrattività del territorio sul quale dobbiamo lavorare, visto che il Veneto, nel suo complesso, ha invece registrato dati più positivi. La buona notizia è che come Consulta Turismo del Territorio della Camera di Commercio stiamo lavorando proprio nella direzione di una comunicazione coordinata del territorio, puntando sull’individuazione di prodotti turistici in grado di intercettare un pubblico ampio, considerato che la provincia offre un mix certamente interessante di opportunità, unendo cultura, outdoor, gastronomia e un’offerta d’eccellenza nella montagna”.
Proprio dalla montagna, arrivano le notizie più positive, perché guardando alla meta più “gettonata”, ovvero l’Altopiano di Asiago, qui i dati della Regione Veneto registrano arrivi e presenze in crescita anche nei primi 5 mesi del 2026, rispetto all’analogo periodo del 2025. Quest’anno sono 42.105 i turisti arrivati in zona (contro i 37.851 dell’analogo periodo 2025) registrando un +11,2%. I pernottamenti (ovvero le presenze) sono stati 192.805 (contro i 180.492 di gennaio-maggio 2025) ovvero +6,8%.
Il Capoluogo, invece, soffre di più: la città di Vicenza ha registrato, secondo la banca dati regionale, una flessione del 7% negli arrivi e del 10,4% nelle presenze, nel confronto tra i primi 5 mesi dell’anno 2026 e 2025. Mancano all’appello, nel totale, 6.928 arrivi (91.682 nel 2026 contro 98.610 nel 2025) e 23.028 pernottamenti (199.180 quest’anno contro 222.208 l’anno scorso). “Vicenza ha tutte le carte in regola per rialzarsi - è l’auspicio del presidente Piccolo -, e il primo obiettivo deve essere quello di sfruttare al massimo l’opportunità che sarà offerta nei prossimi mesi dalle mostre in Basilica Palladiana, che devono essere accompagnate da un importante e imprescindibile lavoro promozionale in grado di dare la massima visibilità alla città. E quando i turisti saranno a Vicenza - conclude il presidente di Confcommercio Vicenza -, è importante il lavoro che i nostri operatori sapranno mettere in campo per garantire i migliori livelli di accoglienza, che devono corrispondere anche ad una città sempre più accessibile sul fronte dei parcheggi, gradevole dal punto di vista dell’ordine e della pulizia e dove muoversi sentendosi assolutamente sicuri. Aspetti che valgono per i turisti, certo, ma anche per tutti i cittadini”.
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