DISALLINEAMENTO TRA REGISTRATORI TELEMATICI E SISTEMI DI PAGAMENTO NEL “CASSETTO FISCALE”: GLI ESERCENTI RISCHIANO PESANTI SANZIONI
Da mille a 4 mila euro di sanzione. È quanto rischiano negozi e pubblici esercizi che non effettuano il collegamento dei propri sistemi di pagamento elettronico con l’Agenzia delle Entrate, finalizzato all’invio dei corrispettivi, ovvero la comunicazione automatizzata al Fisco degli incassi giornalieri. Secondo le segnalazioni raccolte da Confcommercio Vicenza, però, c’è chi pur avendo ottemperato a questa disposizione nei tempi richiesti, cioè entro il 20 aprile scorso, rischia comunque di vedersi comminata la sanzione in caso di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza.
Paolo Maran, responsabile dei Servizi Fiscali di Confcommercio Vicenza, spiega così il “corto circuito” che è emerso nelle ultime settimane: “Quando gli istituti finanziari utilizzati dagli esercenti introducono integrazioni o modifiche su servizi quali bancomat, carte di credito o altre piattaforme di transazione digitale, si crea un disallineamento tra registratori telematici e sistemi di pagamento collegati all’Agenzia delle Entrate, che potrebbe incidere nella corretta comunicazione dei corrispettivi. Il problema, nella procedura attivata, appunto, solo da qualche mese – continua Maran - è che in questa fase iniziale tali modifiche vengono nella maggior parte dei casi effettuate senza che gli istituti finanziari diano adeguata comunicazione all’operatore economico, con il risultato che in molti ignorano la necessità di accedere al proprio “cassetto fiscale” per ripristinare la regolarità del collegamento, esponendosi così al rischio sanzioni”. Per mettersi al sicuro, dunque, gli esercenti sono obbligati a controllare frequentemente nel portale dell’Agenzia delle Entrate che non ci sia qualche novità relativa agli strumenti utilizzati per i pagamenti elettronici, con un notevole dispendio di tempo. “Insomma – sottolinea Paolo Maran, - quella che doveva essere una procedura semplificata e una tantum, con i successivi aggiornamenti in caso di comunicazione di nuovi strumenti o dismissioni, si sta trasformando in un obbligo burocratico sempre più impattante, perché gli esercenti non si sentono, a ragione, sicuri che tutto stia procedendo correttamente a fronte di una sanzione che è particolarmente pesante”.
Confcommercio Vicenza ha segnalato la situazione anche alla Confederazione nazionale perché si attivi in tutte le sedi opportune, sia sul fronte degli istituti finanziari, sia delle autorità di controllo: “Gli operatori si sono adeguati con tempestività a questo nuovo obbligo – sottolinea il responsabile dei servizi fiscali dell’Associazione -. Ora la propria parte la devono fare anche gli istituti finanziari, con una segnalazione chiara ed efficace alle attività di tutte quelle situazioni che possono provocare disallineamenti sugli strumenti di pagamento elettronico. E poi chiediamo che gli organi di controllo riconoscano alle imprese lo sforzo compiuto per una più trasparente comunicazione dei corrispettivi, prevedendo almeno nel primo anno una maggiore tolleranza, soprattutto se le problematiche nascono, come in questo caso, non certo per mancata volontà di adeguarsi alla normativa”.
Nel frattempo, Confcommercio Vicenza consiglia a tutte le attività che utilizzano sistemi di pagamento elettronico di accedere periodicamente nell'area riservata del portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, per verificare la correttezza degli abbinamenti tra i Registratori Telematici (ex registratori di cassa) ed i sistemi per i pagamenti “tracciabili” (lettori carte debito/credito, strumenti di pagamento digitali, ecc.), così da intervenire in caso di eventuali anomalie ed evitare pesanti sanzioni.
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