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FISCO, IL GOVERNO APPROVA LA DELEGA: LE LINEE GUIDA

Stimoli alla crescita, semplificazione tributaria, progressività delle aliquote e lotta all'evasione fiscale tra i principali obbiettivi della riforma

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giovedì 07 ottobre 2021
FISCO: IL GOVERNO APPROVA LA DELEGA FISCO: IL GOVERNO APPROVA LA DELEGA
Fonte: Confcommercio nazionale

Il Governo ha approvato il disegno di legge delega per riscrivere il sistema del prelievo fiscale, una delle riforme "di accompagnamento" del Recovery plan approvato il 5 ottobre scorso dal Governo dopo che il temine originario era slittata da luglio a settembre e, infine, a conclusione del voto amministrativo. La delega è molto "larga" e generica per far sì che i gruppi parlamentari abbiano più spazio possibile per dare le loro indicazioni che il Governo dovrà poi tradurre in decreti attuativi, con le prime novità che non dovrebbero entrere in vigore prima del 2023.

La delega sulla riforma del fisco comprende 10 articoli; una volta individuate le priorità, spetterà all'Esecutivo emanare (entro 18 mesi dall'entrata in vigore della norma) uno o più decreti legislativi di attuazione. Gli obiettivi della riforma sono:

  • stimolo alla crescita economica attraverso l'aumento dell'efficienza, della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall'impiego dei fattori di produzione,
  • razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario,
  • preservare la progressività del sistema tributario,
  • lotta all'evasione e all'elusione fiscale.

Vediamone da vicino i punti salienti.

IRPEF - Verrà garantito il principio della "progressività". A tal fine, il governo ha come obiettivo quello di "ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivante dall'applicazione dell'imposta anche al fine di incentivare l'offerta di lavoro e la partecipazione al mondo del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l'attività imprenditoriale e l'emersione degli imponibili". Tra gli obiettivi del governo anche quello di "ridurre gradualmente le variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall'applicazione dell'Irpef", nonché "il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche". Il governo mira ad ottenere anche "un'armonizazione dei regimi di tassazione del risparmio, tenendo conto dell'obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell'imposta".

ABBANDONO ADDIZIONALI -  Nulla dovrebbe cambiare per il contribuente. La bozza specifica che la sostituzione dell'addizionale con una "sovraimposta" avverrà in modo tale che le Regioni e i Comuni ottengano lo stesso gettito.

IRES - verrà garantito il principio della "progressività". A tal fine, il governo ha come obiettivo quello di "ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivante dall'applicazione dell'imposta anche al fine di incentivare l'offerta di lavoro e la partecipazione al mondo del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l'attività imprenditoriale e l'emersione degli imponibili". Tra gli obiettivi del governo anche quello di "ridurre gradualmente le variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall'applicazione dell'Irpef", nonché "il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche". Il governo mira ad ottenere anche "un'armonizazione dei regimi di tassazione del risparmio, tenendo conto dell'obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell'imposta".

IVA - L'obiettivo, si legge nella bozza, è quello di "razionalizzare la struttura dell'imposta sul valore aggiunto con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote allo scopo di semplificare la gestione e l'applicazione dell'imposta, contrastare l'erosione e l'evasione, aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell'imposta".

RIFORMA CATASTO - La riforma prevede "una modifica della disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati". A ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale così come avviene ora, bisognerà attribuire anche "il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato". In questo senso, andranno anche previsti meccanismi di "adeguamento periodico" in relazione alle mutazioni delle condizioni del mercato immobiliare. Questi nuovi dati sugli immobili dovranno essere disponibili dall'1 gennaio 2026. Ma, precisa la bozza, "non" serviranno a determinare la base imponibile dei tributi "la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali".

IRAP - Si prospetta il superamento dell’Imposta regionale. Saranno i decreti attuativi a dover sciogliere i nodi sollevati in particolare dal progetto di fusione con l’IRES che aumenterebbe le aliquote legali dell’imposta sulle società (pur non facendo crescere il carico fiscale complessivo).

RISCOSSIONE - Il governo vuole orientare l'attività e renderla più efficiente verso "obiettivi di risultato piuttosto che di esecuzione del processo". Si prevede una revisione dell'attuale meccanismo della remunerazione dell'agente della riscossione, "favorendo anche l'uso delle più evolute tecnologie". L'obiettivo resta comunque quello di superare l’attuale netta separazione tra il titolare della funzione della riscossione (ossia l'Agenzia delle Entrate) e il soggetto deputato allo svolgimento delle attività di riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione).

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