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ALL’UNIVERSITÀ DEL GUSTO I NUOVI TREND DELLA MIXOLOGY E I COCKTAIL NO ALCOL

La struttura formativa food di Confcommercio Vicenza propone nuovi percorsi dedicati a barman e operatori del settore

martedì 29 settembre 2026
ALL’UNIVERSITÀ DEL GUSTO I NUOVI TREND DELLA MIXOLOGY E I COCKTAIL NO ALCOL ALL’UNIVERSITÀ DEL GUSTO I NUOVI TREND DELLA MIXOLOGY E I COCKTAIL NO ALCOL

Il mondo del bar sta cambiando rapidamente. Evolvono i gusti dei consumatori, si ampliano le occasioni di consumo e cresce la richiesta di proposte originali, curate e capaci di rispondere anche a una maggiore attenzione verso il benessere e il consumo responsabile. Allo stesso tempo, per chi gestisce un locale, diventa sempre più importante tenere sotto controllo organizzazione, tempi di servizio, costi e marginalità.

È proprio attorno a questi temi che Università del Gusto, la struttura formativa food di Confcommercio Vicenza, ha costruito due appuntamenti rivolti ai professionisti del settore bar.

“Oggi il lavoro del barman richiede competenze molto più ampie rispetto al passato – sottolinea Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza, l’associazione più rappresentativa dei pubblici esercizi in provincia –. La tecnica resta fondamentale, ma deve essere accompagnata dalla capacità di organizzare il lavoro, controllare i costi e interpretare i cambiamenti nei gusti dei clienti. Il professionista deve saper creare un ottimo drink, ma anche renderlo replicabile, sostenibile dal punto di vista economico e coerente con l’identità del locale. Allo stesso tempo, il crescente interesse per i cocktail analcolici e low alcohol apre nuove possibilità, da affrontare con la stessa cura e la stessa qualità dei prodotti più tradizionali”.

Tra le proposte in calendario c’è il “Corso avanzato per Barman – Ottimizzazione del servizio e tecniche di miscelazione moderna”, percorso di 24 ore con avvio giovedì 15 ottobre 2026, pensato per chi possiede già una preparazione professionale e vuole compiere un ulteriore salto di qualità. L’idea alla base del corso parte da un presupposto molto concreto: il banco bar deve funzionare come un sistema organizzato, capace di garantire velocità, qualità costante e sostenibilità economica.

Il percorso parte quindi dal consolidamento dei grandi classici della miscelazione internazionale per arrivare allo sviluppo dei Twist on Classic, ovvero le varianti alle proposte più tradizionali, da costruire attraverso un metodo preciso e replicabile. Una parte importante della formazione sarà dedicata anche all’ingegnerizzazione degli ingredienti, con la preparazione di premix, sciroppi, cordiali e prodotti homemade studiati per rendere più rapido ed efficiente il servizio.

Spazio inoltre alle tecniche della mixology contemporanea, dall’estrazione alla chiarificazione fino alla gestione delle texture, ovvero le densità presenti nel bicchiere, sempre con un occhio rivolto alla concretezza della gestione quotidiana del locale. Un tema centrale sarà infatti anche quello economico: il corso affronterà il Drink Cost, con il calcolo del costo reale del singolo cocktail, e la costruzione strategica della carta drink per valorizzare l’offerta, orientare le scelte del cliente e migliorare la marginalità.

Accanto alle competenze tecniche, il programma considera anche quelle gestionali e relazionali: dall’ottimizzazione del flusso di lavoro alla capacità di mantenere standard elevati nei momenti di maggiore intensità, fino alla comunicazione con il cliente. Perché anche saper raccontare correttamente un cocktail e trasmetterne il valore fa ormai parte della professionalità di chi lavora dietro al banco.

Se da una parte cresce la specializzazione nella mixology, dall’altra una delle tendenze che stanno trasformando il mondo beverage è quella delle proposte analcoliche e a bassa gradazione alcolica.

A questo tema l’Università del Gusto dedica, lunedì 16 novembre 2026, il corso di 8 ore “Il futuro dei cocktail: analcolici e low alcohol”, un appuntamento nato per aiutare i professionisti a intercettare quei consumatori - e sono sempre di più - che nei cocktail analcolici cercano prodotti costruiti con la stessa attenzione, complessità aromatica e qualità di servizio di quelli più tradizionali.

Durante il corso verrà analizzata l’evoluzione del fenomeno, con particolare attenzione ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e alle nuove abitudini delle generazioni più giovani. Sarà inoltre proposta una panoramica delle referenze zero alcohol presenti sul mercato italiano, accompagnata da prove pratiche, preparazione di drink e degustazioni.

I partecipanti approfondiranno le tecniche di miscelazione specifiche per cocktail analcolici e low alcohol, lavorando su ingredienti, abbinamenti e ricette innovative. 

Non mancherà infine un approfondimento sulla sostenibilità e sulla cultura del consumo responsabile, elementi che stanno assumendo un peso crescente anche nelle scelte dei clienti e, di conseguenza, nelle strategie delle imprese del settore.

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