RISTORAZIONE, MANCANO FINO A 7 MILA DIPLOMATI L’ANNO
Creare un ponte solido tra i giovani talenti e i pubblici esercizi, valorizzando percorsi di studio mirati. È stato questo l’obiettivo dell’Open Day promosso dal Gruppo Scuole di FIPE-Confcommercio, un appuntamento che si è configurato non solo come un momento d’incontro, ma come una risposta strategica e corale a una delle sfide più complesse che il settore della ristorazione si trova oggi ad affrontare, ovvero la carenza di personale qualificato. L’iniziativa, nasce dalla consapevolezza che la crescita strutturale del comparto passa necessariamente attraverso lo sviluppo di competenze specifiche, tecniche e relazionali, adeguate alle nuove esigenze del mercato.
L’evento ha visto la partecipazione dei vertici della Federazione e dei principali attori del sistema formativo italiano e ha visto la partecipazione anche di Sara Patrizi, responsabile di Esac Formazione, che con l’Università del Gusto è la scuola di Confcommercio Vicenza rivolta al mondo food&beverage.
A fare da sfondo all’evento sono le proiezioni che la Federazione aveva formulato per il periodo 2025-2029, secondo le quali il settore dei pubblici esercizi esprimerà un fabbisogno annuo di personale compreso tra le 159 mila e le 214 mila unità, con un picco di richieste per cuochi e addetti al servizio in sala. A questa domanda imponente si contrappone tuttavia una carenza stimata tra i 2000 e i 7000 giovani diplomati l’anno rispetto a quanto richiesto dalle aziende.
Per rispondere a questa necessità, l’Open Day ha visto la partecipazione e il coinvolgimento delle scuole di Alta Specializzazione che compongono il Gruppo Scuola FIPE che, attraverso la presenza di desk informativi hanno illustrato la loro offerta formativa agli studenti interessati. Un ulteriore valore aggiunto fondamentale alla giornata è stato dato dalle testimonianze dirette di numerosi studenti e diplomati delle Scuole: i loro racconti e le esperienze di chi ha già intrapreso con successo un percorso nel settore hanno offerto ai giovani presenti un esempio tangibile di come l’alta formazione sia la chiave d’accesso privilegiata per carriere gratificanti e per un inserimento lavorativo stabile e di qualità.
“Lo sviluppo e la diffusione di competenze qualificate rappresentano la strada maestra per accrescere la professionalità di un comparto che è tra i principali attrattori del turismo internazionale e ambasciatore delle eccellenze enogastronomiche del Made in Italy”, ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio. “L’investimento strutturale e non occasionale sull’eccellenza formativa, valorizzando le strutture di alto livello che già ci sono nel nostro territorio, è la leva principale per rendere il lavoro nei pubblici esercizi attrattivo per i giovani, mostrando come siano molte le opportunità per costruire percorsi professionali di successo in un settore trainante per l’economia del Paese: attraverso iniziative come queste FIPE vuole condividere diverse esperienze formative ed accrescere l’interesse e la consapevolezza delle nuove generazioni sulle professioni del comparto”.
“La risposta strutturale alla carenza di personale risiede, prima di tutto, in un profondo percorso culturale”, ha aggiunto Vittorio Dall’Aglio, Presidente del Gruppo Scuole di Alta Formazione della Ristorazione FIPE. “Puntare sulle alte competenze è la chiave per mostrare ai giovani quanto questo settore sappia essere stimolante e umanamente gratificante, potendo contare su un ecosistema di istituti di formazione d’eccellenza che non ha pari nel panorama internazionale. Il nostro obiettivo è trasformare la vocazione in una maestria riconosciuta, garantendo ai futuri professionisti una preparazione d’élite che solo l’Italia sa offrire”.
“Il sistema degli istituti alberghieri rappresenta il primo, fondamentale anello della filiera formativa del settore e svolge un ruolo decisivo nell’orientare e preparare i giovani alle professioni della ristorazione”, ha dichiarato Vito Pecoraro, Presidente di Re.Na.I.A, la rete nazionale degli Istituti Alberghieri. “Di fronte a un fabbisogno crescente di personale qualificato, è indispensabile rafforzare il dialogo tra scuola e impresa, aggiornare costantemente i percorsi didattici e valorizzare il lavoro come scelta consapevole e qualificante. Solo attraverso una collaborazione strutturata e continua possiamo ridurre il mismatch tra domanda e offerta e accompagnare le nuove generazioni verso opportunità professionali concrete e di qualità”
ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.