EQUA RETRIBUZIONE, IL GOVERNO ACCELERA SULLA DELEGA. CONFCOMMERCIO: "RAFFORZARE LA CONTRATTAZIONE DI QUALITÀ"
La legge delega n.144/2025 in materia di giusta retribuzione e contrattazione collettiva, entrata in vigore il 18 ottobre 2025 impone al Governo di emanare i decreti attuativi entro sei mesi. Il termine scadrà dunque il prossimo 18 aprile 2026 (o al massimo il 17 luglio, qualora scattasse la proroga di 90 giorni per i pareri parlamentari). Secondo quanto riportato dalla stampa in questi giorni, l’intervento dell’esecutivo potrebbe arrivare simbolicamente in occasione della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio.
La “messa a terra” della delega approvata dal Parlamento a fine settembre, come detto, dovrà avvenire entro il 18 aprile. Il meccanismo, sulla carta, è lineare: individuare i contratti collettivi nazionali più applicati in termini di imprese e lavoratori e fare in modo che il trattamento economico complessivo minimo previsto da questi diventi il riferimento per garantire una retribuzione adeguata anche ai lavoratori sottopagati della stessa categoria.
A questa ipotesi ha risposto Confcommercio, attraverso il vicepresidente Mauro Lusetti, che in una nota ha espresso perplessità sul metodo. Lusetti ha sottolineato "la necessità di un coinvolgimento preventivo delle parti sociali, chiedendo al governo di condividere il testo e costruire insieme un eventuale provvedimento legislativo". Nel merito, Confcommercio ribadisce la centralità dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, ossia quelli sottoscritti da organizzazioni dotate di precisi requisiti di rappresentatività. Tra questi, vengono indicati la storicità dell’organizzazione, il numero di rapporti di lavoro regolati, l’appartenenza a organismi internazionali di rappresentanza e la presenza di sistemi di welfare consolidati all’interno della contrattazione.
Lusetti ha inoltre evidenziato come le parti sociali siano già impegnate in un confronto per definire criteri condivisi sulla rappresentanza e sui perimetri contrattuali. Per questo motivo, ha definito “quanto meno opportuno” un coinvolgimento diretto prima dell’eventuale esercizio della delega, anche per valorizzare gli accordi interconfederali in discussione. La posizione dell’associazione resta quindi chiara: rafforzare la contrattazione collettiva di qualità come strada principale per tutelare il lavoro e sostenere le imprese che operano nel rispetto delle regole.
ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.