IL DECRETO PRIMO MAGGIO DIVENTA LEGGE
Il Senato ha confermato il 24 giugno scorso la fiducia al Governo sul decreto lavoro con 94 voti a favore, 61 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera, diventa così legge. Il testo ruota principalmente attorno all'introduzione del salario "giusto", ovvero un trattamento economico complessivo con retribuzioni non inferiori ai minimi tabellari stabiliti dai principali contratti collettivi nazionali.
Al salario giusto salario giusto vengono vincolati gli incentivi all'occupazione, e rafforza il contrasto al caporalato digitale. Per le norme entrate in vigore il primo maggio ci sono disposizione 934 milioni destinati ai bonus per le assunzioni, fatte fino a fine anno, di giovani, donne svantaggiate e disoccupati nell'area Zes (Zona economica speciale) e per le stabilizzazioni, con la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato.
Ma vediamo le misure principali:
IL SALARIO GIUSTO
Il testo stabilisce innanzitutto che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento per la determinazione del salario giusto. E specifica che per la sua individuazione si deve fare riferimento al Trattamento economico complessivo (Tec) definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Per i contratti 'minori', il Tec non può essere inferiore a quello determinato dai Ccnl leader.
IL TEC
All'interno del Trattamento economico complessivo entrano tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive (come la tredicesima) e le indennità e si aggiungono anche le prestazioni di welfare contrattuale ed eventuali altri istituti e indennità con valore economico: come definite - si indica in entrambi i casi - dai contratti collettivi.
GLI INCENTIVI
Innanzitutto c'è il vincolo per cui solo chi assicura il salario giusto può accedere ai bonus per l'occupazione. In particolare, per l'assunzione a tempo indeterminato delle lavoratrici svantaggiate è riconosciuto, per massimo ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro fino a 650 euro mensili; cifra che sale a 800 euro se residenti nelle regioni della Zes.
Per gli under 35 il tetto è di 500 euro mensili, che sale a 650 euro nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per tutte le altre assunzioni di disoccupati in area Zes l'esonero è pari a 650 euro mensili.
CONTRATTI SCADUTI
Si spinge sul rispetto dei tempi per i rinnovi contrattuali, nell'autonomia delle parti. Ma in caso di mancato rinnovo entro i primi nove mesi successivi alla scadenza, in assenza di diverse indicazioni contrattuali, scatta l'adeguamento retributivo, a titolo di anticipazione forfettaria, pari al 50% dell'inflazione Ipca (al netto dei prodotti energetici importati).
Vale solo per i contratti che scadono dopo l'entrata in vigore della legge di conversione.
PIATTAFORME E RIDER
In attesa del recepimento della direttiva europea, viene definito l'ambito di applicazione delle misure di contrasto del caporalato digitale, limitandole al momento solo ai ciclofattorini. Per i rider, dunque, si stabilisce l'accesso alla piattaforma mediante un'identità digitale come Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) e il divieto di cessione delle credenziali.
La piattaforma non può rilasciare più di un account per ogni singolo codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore; scatta altrimenti una sanzione amministrativa da euro 1000 a euro 1500 euro.
LAVORO SUBORDINATO
Si stabilisce che il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata se emergono fatti che collegano l'attività all'esistenza di poteri di direzione e controllo, anche se esercitati attraverso sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati. Salvo che si provi il contrario.
TIROCINI
Si limita ad un anno la durata massima dei tirocini nello stesso gruppo di imprese.
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