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COMMERCIO, LA NUOVA LEGGE REGIONALE È APPRODATA IN GIUNTA

Tra gli aspetti più importanti della norma, la nuova soglia dei 400 mq per le medie strutture e semplificazioni burocratiche

lunedì 04 maggio 2026
COMMERCIO, LA NUOVA LEGGE REGIONALE È APPRODATA IN GIUNTA COMMERCIO, LA NUOVA LEGGE REGIONALE È APPRODATA IN GIUNTA

“Con questo disegno di legge avviamo una riforma organica e strategica del commercio veneto, attesa da anni, che mette ordine a una normativa frammentata e risponde in modo concreto alle trasformazioni profonde del settore”. L’assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio Massimo Bitonci ha annunciato l’approdo in Giunta regionale del disegno di legge “Disciplina del settore commercio nella Regione del Veneto”. Negli intenti della Regione, la nuova legge unifica e semplifica l’intero quadro normativo, riducendo il numero complessivo delle disposizioni e introducendo procedure più snelle e digitalizzate. Si punta con decisione sulla semplificazione amministrativa, rafforzando il ruolo del SUAP come punto unico di accesso e ampliando l’utilizzo della SCIA, per facilitare l’attività delle imprese e ridurre i tempi burocratici.

Tra gli elementi qualificanti della riforma, secondo quanto comunicato dalla Regione, il forte sostegno ai centri storici e al commercio tradizionale, valorizzando i distretti del commercio e tutelando le botteghe storiche.

La legge introduce strumenti per governare l’abnorme sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita, con le medie strutture limitate a soli 400 mq, prevedendo valutazioni preventive sull’impatto urbanistico, ambientale e viabilistico, oltre all’estensione degli oneri di sostenibilità.

Importante anche il capitolo dedicato alla transizione energetica della rete distributiva dei carburanti: le stazioni diventano veri e propri hub di servizi alla mobilità.

Vediamo da vicino alcuni aspetti della norma così come illustrati in un comunicato stampa della Regione Veneto.

Semplificazione e SUAP: meno ostacoli per le imprese
Uno dei pilastri della riforma è la semplificazione amministrativa. Il SUAP viene rafforzato come unico punto di accesso per le imprese: un passaggio che va nella direzione di una PA meno invasiva e più efficiente.

Per molte attività si riducono i passaggi burocratici, privilegiando strumenti come la SCIA e la comunicazione. In particolare, per il commercio all’ingrosso viene introdotta la comunicazione unica al SUAP e alla Camera di Commercio, con il solo requisito dell’onorabilità.

Centri urbani e stop all’espansione disordinata
La ridefinizione del concetto di centro urbano rappresenta uno degli interventi più significativi del nuovo ddl: vengono escluse in modo chiaro le zone produttive, superando ambiguità interpretative del passato.

Questa modifica non è solo tecnica, ma va a supportare i centri storici che negli ultimi anni hanno perso attività e vitalità, per riportare il commercio e i servizi nei cuori delle città contrastando desertificazione e degrado urbano.

Parallelamente, il disegno di legge incentiva con forza il contenimento del consumo di suolo, privilegiando il recupero di aree dismesse e degradate. Anche qui emerge una linea chiara: sviluppo sì, ma non a scapito del territorio.

Medie strutture: regole più chiare
La nuova soglia dei 400 mq per le medie strutture segna un cambio di passo importante. Queste realtà, cresciute molto negli ultimi anni, vengono finalmente inquadrate con maggiore attenzione. Per quelle fuori dai centri storici, vengono estesi gli oneri di sostenibilità, mentre i Comuni devono pianificare le aree idonee.

L’obiettivo è evitare uno sviluppo incontrollato e garantire equilibrio tra grandi distribuzioni, commercio di vicinato e assetto urbanistico.

Commercio in aree pubbliche: più opportunità e meno burocrazia
Il passaggio alla SCIA per il commercio su aree pubbliche semplifica l’accesso all’attività e riduce i tempi. Particolarmente significativa è la valorizzazione degli “hobbisti”: i Comuni potranno istituire mercatini dell’antiquariato e collezionismo e aumentano da 6 a 10 le giornate annue per i non professionisti.

Questa misura ha anche una valenza sociale e territoriale: sostenere eventi locali, turismo e micro economie diffuse, rendendo i centri urbani più vivi e attrattivi.

Liberalizzazione delle edicole
In un settore in crisi come quello della stampa, la Regione sceglie di non introdurre nuovi vincoli ma di confermare la liberalizzazione. I punti vendita potranno continuare a diversificare l’offerta e accedere alle misure di sostegno del commercio tradizionale.

Somministrazione nei negozi
Per quanto riguarda la somministrazione non assistita nei negozi di vicinato, la norma consente questa attività, ma introduce limiti chiari: servizio in piedi senza sedute, niente cucina espressa ma solo prodotti pronti, prevalenza dell’attività principale. Questo per favorire nuove opportunità commerciali senza creare concorrenza sleale verso bar e ristoranti, che operano con regole più stringenti. Si tratta quindi di una regolazione che tutela il mercato, evitando distorsioni.

Carburanti e stazioni di servizio
Il passaggio da “stazione di servizio” a “punto di erogazione servizi alla mobilità” rappresenta un cambio di paradigma: non si parla più solo di carburanti tradizionali, ma di energia elettrica, idrogeno e combustibili alternativi. Il Veneto si allinea così alle politiche europee verso la transizione energetica, guardando al ruolo delle infrastrutture energetiche.

La riforma è sostenuta da 10 milioni di euro per il 2026 ed ulteriori stanziamenti per i distretti del commercio, le attività storiche e il commercio di prossimità, a dimostrazione della volontà politica di incidere realmente sul settore.

Il commento di Confcommercio Veneto
“Il giudizio complessivo è positivo – è il commento del presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin -. L’impianto della nuova legge regionale che disciplina la normativa sul commercio, riordinandola, ha recepito il lavoro di confronto svolto con spirito molto costruttivo dalla Regione con le associazioni di categoria. Ci riserviamo di vedere il testo che sarà licenziato dalla Giunta per andare in Consiglio regionale in approvazione. Su molti punti il lavoro di questi mesi ha permesso di raggiungere risultati condivisi. Tra i temi che ci stanno maggiormente a cuore, c’è quello della somministrazione non assistita avendo sin da subito auspicato che si eviti qualsiasi forma di concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi (bar e ristoranti) secondo il principio “stesso mercato, stesse regole”, che ancora una volta ribadiamo. La previsione contemplata – servizio in piedi senza sedute, senza cucina espressa e solo con prodotti pronti – è una buona soluzione che attendiamo ora di verificare nel testo ufficiale. Confcommercio conferma la propria disponibilità al confronto per tutelare gli interessi di un settore, il commercio, cruciale per l’economia regionale”.

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