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DECRETO BOLLETTE: "PASSO CONCRETO VERSO UNA MAGGIORE EQUITÀ"

Via libera del Consiglio dei ministri al provvedimento che introduce "misure urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese"

giovedì 19 febbraio 2026
DECRETO BOLLETTE: "PASSO CONCRETO VERSO UNA MAGGIO DECRETO BOLLETTE: "PASSO CONCRETO VERSO UNA MAGGIO
Fonte: Confcommercio Nazionale

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Bollette, un intervento che, nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe contenere l'impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese nei prossimi mesi. Il pacchetto, che avrebbe una portata complessiva compresa tra 2,5 e 3 miliardi di euro, combina misure immediate di sostegno ai nuclei con redditi più bassi e modifiche ad alcuni meccanismi che incidono sulla formazione del prezzo dell'energia. L'obiettivo dichiarato è alleggerire le fatture nel breve periodo, senza intervenire in modo strutturale sull'impianto complessivo del sistema, rinviando a un confronto più ampio, anche a livello europeo, le eventuali riforme di lungo termine. Analizzando le misure contenute nel decreto, Confcommercio "valuta positivamente il Decreto Energia approvato dal Consiglio dei Ministri, che interviene anche sulla revisione degli oneri legati agli incentivi alle fonti rinnovabili con una impostazione che tiene conto dell’intero sistema produttivo, senza distinzioni dimensionali né di potenza impegnata. La scelta di includere tutte le categorie di impresa rafforza l’equità complessiva del provvedimento e risponde a un'esigenza di coerenza del quadro tariffario". Secondo la Confederazione, "l’impianto del decreto rappresenta un primo passo nel percorso di stabilizzazione e rafforzamento del mercato energetico nazionale. Le misure adottate sono orientate alla riduzione della volatilità dei prezzi e a un contenimento progressivo dei costi in bolletta, contribuendo a rendere più prevedibile il sistema energetico per le attività economiche".

"Resta centrale - prosegue la nota - l’obiettivo di consolidare interventi strutturali sugli oneri di sistema, che continuano a incidere in misura significativa – oltre il 20% – sulla bolletta elettrica delle imprese. In questa prospettiva, il successivo confronto parlamentare potrà rappresentare un’occasione per rafforzare ulteriormente l’efficacia delle misure previste e consolidare nel tempo i benefici per il sistema produttivo".

Le principali misure

Bonus sociale fino a 115 euro per i redditi più bassi
Il punto centrale del decreto riguarda il rafforzamento del bonus sociale. Per le famiglie con Isee fino a 9.800 euro, soglia che sale a 20mila euro in presenza di almeno 4 figli, sarà previsto un contributo straordinario una tantum fino a 115 euro (potrebbe aumentare ancora) sulla bolletta elettrica. La misura, secondo quanto illustrato al termine del Cdm, sarà essere riconosciuta automaticamente ai nuclei che già rientrano nel perimetro del bonus sociale. L'intenzione dichiarata è offrire un sollievo immediato alle fasce più esposte agli aumenti, senza modificare l'architettura degli aiuti esistenti.

Misure previste anche per la fascia fino a 25mila euro
Accanto ai nuclei più fragili, il decreto guarda anche a quella fascia di contribuenti che oggi resta esclusa dai bonus ma che risente comunque dei rincari. Per il biennio 2026/2027, è infatti prevista la possibilità, su base volontaria, per i fornitori, di riconoscere uno sconto ai clienti domestici con Isee fino a 25mila euro. Il contributo sarà calcolato entro limiti di consumo prefissati. L'adesione degli operatori non sarà poi automatica ma dovrà essere resa pubblica, con l'obiettivo di favorire trasparenza e concorrenza tra le società energetiche.

Interventi sul gas e sul prezzo all'ingrosso
Una parte rilevante del provvedimento interviene poi sul mercato del gas, da cui dipende ancora una quota significativa della produzione elettrica nazionale. Ridurre il divario tra i prezzi italiani e quelli europei, nelle intenzioni del governo, dovrebbe contribuire a un abbassamento del costo dell'energia elettrica. Tra le leve individuate c'è anche la valorizzazione di parte delle scorte acquistate durante la crisi del 2022. I proventi saranno destinati a contenere alcune componenti tariffarie, con un'attenzione particolare alle imprese a forte consumo energetico.

Le modifiche alle regole che incidono sul prezzo della luce
Il decreto interviene poi anche sulle regole europee che incidono sui costi di produzione dell'energia elettrica da gas. L'impostazione delineata prevede lo spostamento di alcune componenti di costo dai produttori alle bollette finali. Secondo l'obiettivo dichiarato dall'esecutivo, alleggerire i costi per le centrali dovrebbe tradursi in un calo del prezzo all'ingrosso dell'elettricità e, di conseguenza, in una maggiore competitività del sistema. Resta però ancora il nodo dell'effetto finale sulle fatture: parte dei costi verrebbe infatti redistribuita direttamente sui consumatori.

Oneri di sistema e incentivi alle rinnovabili
Il testo approvato prevede poi anche una revisione degli oneri generali di sistema, che incidono per circa il 10% sulla bolletta elettrica e finanziano, tra l'altro, gli incentivi alle fonti rinnovabili. I produttori potranno scegliere una riduzione temporanea degli incentivi, tra il 15% e il 30% per un periodo definito, in cambio di un prolungamento del sostegno nel tempo. In alternativa, sarebbe possibile rinviare il recupero delle somme negli anni successivi, in forma rateizzata. Per gli impianti che hanno concluso il ciclo di sussidi, verrà poi introdotto l'obbligo di cedere l'energia attraverso contratti a prezzo amministrato con il Gestore dei Servizi Energetici. Una misura che, secondo gli operatori, richiederà attenzione per garantire una remunerazione adeguata.

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