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PISCINE PER UTENZA PUBBLICA: IN VIGORE LE NORME SUI SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE ACQUE

Dallo scorso 7 agosto sono operative specifiche prescrizioni sui sistemi di aspirazione e ricircolo per aumentare la sicurezza degli utenti

lunedì 10 agosto 2026
PISCINE PER UTENZA PUBBLICA: IN VIGORE LE NORME SUI SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE ACQUE PISCINE PER UTENZA PUBBLICA: IN VIGORE LE NORME SUI SISTEMI DI MOVIMENTAZIONE ACQUE

È stata pubblicata lo scorso venerdì 7 agosto in Gazzetta Ufficiale, la legge n. 142 di conversione del decreto legge n. 108/2026 recante “disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità” (c.d. DL “SPORT”) che introduce, tra le altre, una nuova regolamentazione in materia di sicurezza degli impianti natatori.

La nuova disciplina, inserita attraverso l’articolo 4-bis nel corso dell’iter parlamentare, riguarda anche le strutture ricettive e i pubblici esercizi che mettono a disposizione della propria clientela una piscina e nasce dall’esigenza di rafforzare il livello di tutela dei bagnanti, anche alla luce dei recenti episodi di cronaca che hanno evidenziato i rischi connessi ai sistemi di aspirazione e ricircolo dell’acqua non adeguatamente progettati, installati o manutenuti.

La nuova disposizione stabilisce che le piscine pubbliche e private destinate a un’utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo, devono essere dotate di sistemi dell’acqua progettati e realizzati in modo da garantire condizioni di sicurezza idonee a impedire fenomeni di aspirazione pericolosi.

In particolare, dovranno essere verificati tutti gli elementi che compongono il sistema di movimentazione dell’acqua – tra cui prese di aspirazione, griglie di fondo, bocchettoni, scarichi e dispositivi analoghi – affinché non possano generare vortici o una forza di aspirazione tale da determinare il cosiddetto “effetto ventosa”, vale a dire l’intrappolamento di parti del corpo dei bagnanti con conseguenze potenzialmente gravi.

L’obbligo, dunque, riguarda non soltanto la presenza dei dispositivi previsti, ma anche la loro corretta funzionalità e idoneità rispetto alle caratteristiche dell’impianto. In caso di mancato adeguamento, l’autorità competente potrà disporre la chiusura dell’impianto natatorio fino alla completa eliminazione delle condizioni di rischio e al ripristino della conformità ai requisiti stabiliti dalla normativa.

Un elemento a cui fare particolare attenzione riguarda l’assenza di un periodo transitorio. La legge di conversione, infatti, non prevede termini differiti per l’adeguamento: l’articolo4-bis è già in vigore dallo scorso 7 agosto (data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), conseguentemente le relative prescrizioni risultano già pienamente operative. Alla luce dell’immediata vigenza della nuova disciplina, le strutture ricettive e i pubblici esercizi dotati di piscine accessibili alla clientela sono tenuti ad attivarsi tempestivamente per verificare la conformità degli impianti e delle relative dotazioni di sicurezza ai nuovi requisiti previsti dalla normativa e procedere, ove necessario, agli interventi di adeguamento

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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