Li chiamano Longennials, unendo le parole “longevità” e “millennials”: sono gli italiani che hanno superato i cinquant’anni, ancora pienamente attivi sul lavoro e nella vita sociale, ma già alle prese con un futuro che si allunga.
Il ritratto emerge da una recente ricerca condotta dall‘Osservatorio Opinion Leader 4 Future, promosso da Credem e da Almed, l’Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dell’Istituto Credem e Università Cattolica. E’ quello di una generazione attenta al benessere fisico (l’85% considera fondamentale un’alimentazione corretta, l’81% attribuisce grande importanza all’equilibrio psicofisico, il 76% ritiene essenziale coltivare hobby e interessi personali) e alle relazioni, ma il dato più rilevante riguarda il rapporto con la pensione: il 64% degli over 50 intervistati vorrebbe smettere di lavorare entro cinque anni, ma solo il 30% ritiene che questa prospettiva sia concretamente realizzabile. Inoltre il 42% dei lavoratori over 50 dichiara di non sapere quale sarà la reale differenza tra l’ultimo stipendio percepito e l’importo dell’assegno pensionistico. Un’ignoranza che si traduce direttamente in ansia: circa un terzo del campione teme che la pensione non basterà a sostenere il proprio tenore di vita.
A complicare il quadro c’è il ruolo familiare che molti over 50 vivono spesso schiacciati tra due fronti: il sostegno economico e affettivo ai figli ancora giovani, e la cura di genitori anziani che iniziano ad aver bisogno di assistenza continua. Il 60% degli intervistati con figli dichiara di sentire il peso di questa responsabilità, mentre il 66% avverte una forte pressione verso i genitori. Nelle fasce di reddito medio-alto, la preoccupazione per i genitori in vita sale fino al 78%. Non sorprende, allora, che il 42% del campione guardi al futuro con ansia. Solo il 40% lo osserva con curiosità. E il 36% si dichiara preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni.