SETTEMBRE, TEMPO DI RIPARTIRE: LA SOSTENIBILITÀ TORNA NELL’AGENDA DELLE IMPRESE
Settembre tempo di ripartenze anche per le imprese. E tempo anche di progettare nuove sfide in cui impegnarsi. Una di queste può essere certamente la sostenibilità, considerato che con la calda estate appena vissuta il tema del cambiamento climatico è tornato d’attualità, richiamando la necessità che tutti, indistintamente, si impegnino per contenere gli effetti delle proprie decisioni e del proprio comportamento sull’ambiente.
Tra gli obiettivi che meritano di trovare spazio nell’agenda aziendale, dunque, c’è anche un’analisi di cosa si può fare per ridurre il proprio impatto ambientale, coscienti che questa scelta non è solo per la collettività, ma anche per il proprio bilancio: sì, perché occuparsi di sostenibilità significa anche occuparsi di efficienza, di risparmio, di innovazione, oltre che di capacità di rispondere alle aspettative di clienti e consumatori. E questo vale non soltanto per le grandi imprese: riguarda sempre più da vicino anche il mondo del commercio, del turismo e dei servizi, che costituisce una parte essenziale del tessuto economico del territorio.
Un occhio ai consumi
La prima domanda da porsi, quindi, in un ipotetico “programma di settembre” sulla sostenibilità della propria impresa è molto semplice: quanto consuma la nostra impresa?
Energia elettrica, gas, acqua, carburante: spesso le aziende conoscono l'importo delle bollette, ma non hanno una visione altrettanto chiara di come e dove queste risorse vengano utilizzate. Conoscere i propri consumi è dunque il punto di partenza per qualsiasi percorso di sostenibilità.
Per un negozio questo può significare capire quanto incidano illuminazione e climatizzazione; per un albergo, una struttura ricettiva o un ristorante entrano in gioco anche acqua calda, refrigerazione, lavanderia e attrezzature professionali. Anche nel settore dei servizi, dove i consumi possono essere più contenuti, apparecchiature informatiche, climatizzazione e mobilità rappresentano comunque ambiti da monitorare.
Misurare significa poter individuare dove esistono margini di miglioramento. E spesso non è necessario partire da investimenti importanti: una diversa gestione degli impianti, una maggiore attenzione agli orari di accensione, la manutenzione delle apparecchiature, o semplicemente comportamenti più consapevoli possono già contribuire a ridurre consumi e costi.
Attenzione agli sprechi
Lo stesso ragionamento vale per gli sprechi. La sostenibilità passa anche dalla capacità di utilizzare meglio ciò che l'impresa già possiede e acquista. Si tratta in questo caso di guardare con occhio critico, all’interno della propria organizzazione, la gestione delle scorte e degli imballaggi; lo spreco alimentare (per la ristorazione o i negozi al dettaglio del settore); possibili usi eccessivi di acqua, prodotti monouso, materiali di consumo, o spostamenti di persone e merci che si potrebbero evitare.
Guardare a questi aspetti con occhi nuovi significa trasformare un tema ambientale in una questione di gestione aziendale. Ciò che viene sprecato rappresenta infatti anche un costo. Ridurre gli sprechi significa non soltanto diminuire l'impatto sull'ambiente, ma spesso migliorare l'efficienza economica dell'attività.
Focus sugli acquisti
Un altro ambito sul quale può essere utile concentrarsi nei prossimi mesi è quello degli acquisti. Ogni impresa, anche piccola, decide quotidianamente che cosa acquistare, da chi e con quali caratteristiche. Inserire progressivamente anche criteri ambientali in queste decisioni può diventare una leva interessante.
Non si tratta necessariamente di sostituire fornitori o di scegliere sempre l'alternativa più costosa perché green. Significa piuttosto iniziare a porsi qualche domanda in più: è possibile ridurre gli imballaggi? Esistono prodotti più durevoli? Possiamo privilegiare materiali riciclati o riciclabili? È possibile ridurre il ricorso ai prodotti monouso? Esistono fornitori più vicini o soluzioni che consentono di ridurre trasporti e movimentazioni?
Sono scelte che, sommate nel tempo, possono contribuire a costruire un'attività più efficiente e, in alcuni casi, anche più interessante agli occhi del cliente.
Fare bene e comunicarlo
Ed è proprio il rapporto con il cliente uno degli aspetti sui quali la sostenibilità può avere un peso crescente. I consumatori sono sempre più attenti a ciò che acquistano e al comportamento delle imprese con cui entrano in contatto. Essere in grado di raccontare, quando esistono, le scelte che vengono realmente compiute è un plus vincente: un investimento per ridurre i consumi, una politica contro lo spreco alimentare, l'utilizzo di prodotti locali, una gestione più attenta dei rifiuti, la riduzione della plastica monouso, l'adozione di soluzioni digitali che riducono l'uso della carta, sono tutte scelte apprezzate dalla clientela.
Ma proprio qui diventa importante un altro elemento: la credibilità. Prima di tutto perché sono operative le nuove norme europee anti-greenwashing che vietano, tra l’altro, l’uso di claim generici come "eco" o "green" se non sono supportati da prove scientifiche chiare e verificabili, oltre ad altre prescrizioni molto stringenti in materia. Ogni affermazione ecologica, in sostanza, deve essere trasparente e focalizzata su dati reali per evitare pesanti sanzioni. In questo senso diventa ancor più utile che le imprese comincino a raccogliere alcuni dati. Ciò non significa necessariamente predisporre un complesso bilancio di sostenibilità. Per una piccola attività, come si diceva, può essere sufficiente iniziare a conservare e organizzare le informazioni che già passano attraverso la gestione quotidiana: consumi energetici, acqua, rifiuti, acquisti, interventi di efficientamento.
Questa raccolta di dati è ancora più importante se la propria impresa è inserita in qualche filiera che comprende aziende più grandi. Una piccola impresa potrebbe non avere oggi un obbligo diretto di rendicontazione della propria sostenibilità, ma può comunque trovarsi domani a dover fornire alcune informazioni in merito da chi, invece, è obbligato. Senza considerare il peso sempre maggiore che la sostenibilità ha anche nelle proprie relazioni con il sistema bancario, visto che le norme del settore impongono alle banche di integrare i rischi ESG nella valutazione del credito e nei processi di gestione del rischio.
Una ragione in più per mettere al centro dei propri progetti aziendali un approccio più concreto e informato sulla sostenibilità.
ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.