SICUREZZA IN CITTÀ: "SERVE PIÙ ATTENZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI"
La questione “sicurezza” incide sulla qualità della vita dei cittadini e sulle condizioni in cui le attività economiche si trovano ad operare. Il tema è fortemente di attualità e alimenta un costante dibattito su come bisognerebbe agire per contrastare i fenomeni illeciti e il degrado urbano.
Con l’obiettivo di raccogliere direttamente dagli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, indicazioni sulle maggiori criticità riscontrate in città, Confcommercio Vicenza ha svolto tra i propri associati un’indagine conoscitiva con la somministrazione on line di un questionario. I risultati sono stati presentati giovedì 26 febbraio nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo, con il direttore Ernesto Boschiero.
Il “perimetro” del questionario
I questionari di risposta (ritornati all’Associazione nell’arco di pochi giorni dall’invio) sono stati 140, provenienti prevalentemente da attività con vetrina o affaccio sulla strada. Il 40% di chi ha risposto ha attività nel Centro Storico di Vicenza e il 60% negli altri quartieri della città. Le indicazioni raccolte sono quindi state trattate in forma anonima e aggregate in un report.
“I risultati saranno utili all’Associazione per poter essere portavoce nelle sedi competenti delle criticità emerse – ha affermato il presidente Nicola Piccolo - . Con questa iniziativa, Confcommercio Vicenza intende sollecitare la richiesta avanzata da più parti al Governo di supplire tempestivamente alle carenze di organico segnalate dalle Forze dell’Ordine, che con impegno e operatività si spendono quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese della Città di Vicenza”.
La sintesi del report
La criminalità e il degrado urbano sono gli aspetti che più alimentano la percezione di città meno presidiata e con minori possibilità di essere “vissuta” liberamente a qualsiasi ora del giorno.
Il 56% dei rispondenti al questionario si sente per niente (12%) o poco sicuro (44%) nella zona in cui lavora; il 34% abbastanza e il 10 % molto o totalmente sicuro.
Tra le aree che rilevano una maggiore sensazione di insicurezza troviamo, nell’ordine, i quartieri San Felice-San Lazzaro; quindi S.Pio X-Stanga-Bertesina; Aracoeli-Anconetta-Ospedaletto e poi il Centro Storico.
Le fasce di orario considerate più critiche sono quelle comprese tra le 18.00 e le 01.00.
Secondo il 52% dei rispondenti la sicurezza della zona dove lavora è peggiorata negli ultimi 12 mesi (tra questi, la ritiene molto peggiorata il 14%). Le aree che negli ultimi 12 mesi, secondo i rispondenti, hanno subito un peggioramento della sicurezza sono, nell’ordine, i quartieri: S.Pio X-Stanga-Bertesina; Aracoeli-Anconetta-Ospedaletto; Centro Storico; San Felice-San Lazzaro.
Per quanto riguarda episodi di criminalità (furti, rapine spaccate vandalismi, scippi, aggressioni, minacce), negli ultimi 12 mesi il 42% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito, direttamente, almeno un fenomeno di criminalità tra quelli indicati. Il confronto tra l’area del Centro Storico e il resto della città, evidenzia come tali fenomeni siano più numerosi nei quartieri.
Tra chi ha subito atti criminosi il 55% ha sporto denuncia alle Autorità competenti.
L’86% dei rispondenti ha segnalato di aver subito negli ultimi 12 mesi uno degli episodi di degrado indicati dal questionario: imbrattamento o abbandono di rifiuti; presenza di persone senza fissa dimora; presenza di tossicodipendenti; accattonaggio molesto, ubriachezza o molestie.
Nel confronto tra l’area del Centro Storico e il resto della città, tali fenomeni risultano maggiormente segnalati nel cuore di Vicenza.
Per una quota significativa di intervistati i fenomeni di criminalità e degrado incidono “molto” o “abbastanza” sulla frequentazione della zona, sulla perdita dell’immagine della propria attività e sull’afflusso di clienti.
Gli interventi ritenuti prioritari dagli intervistati per far fronte al problema sicurezza sono, nell’ordine: il rafforzamento degli organici delle Forze dell’Ordine sul territorio, l’ampliamento della presenza delle Forze dell’Ordine in orario serale/notturno, interventi di riqualificazione urbana e aumento dell’illuminazione pubblica. Anche l’installazione di ulteriori telecamere è ritenuto prioritario da molti.
Le risposte “libere”
Il questionario prevedeva uno spazio finale in cui i rispondenti potevano esprimersi liberamente; queste le indicazioni più evidenti.
I fenomeni di criminalità e degrado sono vissuti da chi ha risposto al questionario non solo come questione sociale, ma di convivenza quotidiana, con realtà spesso descritte come invivibili e umilianti per chi lavora.
La reiterazione dei reati da parte degli stessi soggetti fa crescere un evidente senso di sconforto: chi delinque torna, perché “tanto non succede nulla”, i rilasci immediati di chi è protagonista di episodi criminosi, dopo gli interventi da parte delle Forze dell’Ordine, aumentano il senso di impunità.
Il tema della “certezza della pena” è indicato come necessità da quasi l’unanimità dei rispondenti al questionario. Questo tema attraversa quasi tutte le risposte, indipendentemente dalla zona o dal tipo di attività.
È forte la richiesta di una maggiore presenza visibile delle Forze dell’Ordine e di strumenti di controllo (telecamere). Molti chiedono presidi stabili, soprattutto serali e notturni. Parallelamente emerge la necessità di interventi strutturali di decoro urbano, politiche sociali efficaci e rilancio della vita cittadina per spezzare il circolo vizioso: meno persone → più degrado → meno clienti → più insicurezza.
Alcuni propongono anche soluzioni “di sistema”: riduzione degli affitti; piani per il rilancio del commercio di prossimità; necessità di politiche sociali più efficaci di assistenza mirata alle persone disagiate come alternativa reale alla strada. Quindi, non solo repressione, ma presa in carico dei problemi all’origine del disagio sociale.
Il commento
“Il tema “sicurezza” è una questione molto sensibile perché incide sulla qualità di vita dei cittadini, ma anche sulle attività imprenditoriali, in particolare quelle del commercio turismo e servizi che sono aperte al pubblico, affacciate sulle strade e sulla piazze e che dunque vivono sulla loro pelle in modo intenso i fenomeni della criminalità e del degrado – afferma Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza -. Quello che abbiamo voluto fare con questa indagine conoscitiva è far emergere le criticità in tema di sicurezza, l’impatto sulle attività, le soluzioni che vanno messe in campo. È stata un’indagine conoscitiva che ci ha fatto capire come la maggior parte di questi imprenditori si senta poco sicuro nella zona dove lavora, soprattutto nelle ore serali. Che i fenomeni di criminalità impattano un po’ su tutta la città, con qualche criticità in più nei quartieri e che invece il centro storico sente in modo forte il problema del degrado. Che queste situazioni incidono sulla frequentazione della zona e sull’afflusso dei clienti e dunque anche sulla redditività delle attività. C’è dunque bisogno di risposte – continua il presidente di Confcommercio Vicenza -. Gli stessi operatori che hanno compilato il questionario mettono l’accento sulla necessità di più forze dell’ordine sul territorio, più presidio delle vie e delle piazze negli orari serali, più riqualificazione urbana e illuminazione pubblica, più telecamere. È un richiamo alla necessità di avere risposte sul tema degli Organici di Polizia assegnati alla Questura di Vicenza. Un appello – prosegue il presidente Piccolo - che accomuna le categorie economiche e che è stato ben evidenziato anche dai dati recentemente diffusi dalla Camera di Commercio, che vedono la nostra provincia prima in Veneto per valore economico ma fanalino di coda per la quota di personale di polizia assegnato. I cittadini, gli imprenditori – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza- , hanno bisogno di segnali che aumentino il livello di fiducia nelle istituzioni e l’auspicio è che questi segnali arrivino, a cominciare proprio da un rafforzamento della nostra Questura.
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