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CONFCOMMERCIO VICENZA: PREZZI IN SALITA DELL’ENERGIA, URGENTE INTERVENIRE

Il presidente Nicola Piccolo: “Penalizzati da una situazione strutturale fragile”. Sempre più aziende ricorrono allo Sportello Energia dell’Associazione, ma intanto urge intervenire sul taglio agli oneri di sistema

mercoledì 12 agosto 2026
CONFCOMMERCIO VICENZA: PREZZI IN SALITA DELL’ENERGIA, URGENTE INTERVENIRE CONFCOMMERCIO VICENZA: PREZZI IN SALITA DELL’ENERGIA, URGENTE INTERVENIRE

I prezzi dell’energia stanno raggiungendo in questi giorni livelli preoccupanti e l’effetto si vedrà presto in bolletta, con le imprese chiamate ad affrontare un ulteriore aumento dei costi. I dati parlano chiaro, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) riferito all’energia elettrica ha toccato, nella media di questi primi 10 giorni di agosto, i 182 euro per megawattora: a gennaio si era a 132 euro, con un aumento del 37,9 per cento. Solo un anno fa, ad agosto 2025, la media si attestava a 108 euro. Anche sul gas cresce l’allarme: la quotazione PSV di luglio ha raggiunto quota 59,99 centesimi di euro al metro cubo e la media 2026 si aggira attorno ai 48 centesimi di euro, contro i 40 registrati nel 2025. Se a questo aggiungiamo il picco raggiunto nei prezzi dei carburanti, ben si comprende la preoccupazione delle imprese, in particolare, per quanto riguarda il Terziario, quelle dove i consumi energetici incidono di più sui bilanci, come la ristorazione, l’alberghiero, le attività di pasticceria e panetteria, l’ingrosso e il dettaglio alimentare. “Questa situazione mette le aziende in grande difficoltà – afferma Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza –: perché le pone di fronte alla scelta se incamerare l’aumento dei costi riducendo le marginalità, con conseguenze pesanti sui bilanci, o aumentare i prezzi, con riflessi negativi sulle vendite. In entrambe i casi le conseguenze sull’economia del Paese sarebbero pesanti e dunque è essenziale che ci si attivi, sia a livello nazionale che di Unione Europea, per tenere sotto controllo i prezzi di energia e carburanti”.

Una prima soluzione la evidenzia Massimo Chiovati, vicedirettore di Confcommercio Vicenza, responsabile anche dello Sportello Energia dell’Associazione: “È necessario intervenire urgentemente sugli oneri di sistema presenti in bolletta – dichiara -, in primo luogo sulla componente Asos, ovvero l’onere per il sostegno delle energie da fonti rinnovabili. Questa voce incide sulle fatture delle utenze in bassa tensione non domestiche, che riguardano principalmente le imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato, per oltre 31 euro al Mwh, circa il 16% del prezzo medio della materia prima di agosto”. Invece si sta andando nella direzione opposta: “Dallo scorso 1 luglio – prosegue il vicedirettore di Confcommercio Vicenza -, Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha previsto, dopo la riduzione effettuata nel 2° trimestre 2026 in attuazione delle disposizioni del Decreto Bollette, un primo adeguamento al rialzo di questa componente tariffaria, per far fronte allo squilibrio finanziario, in quanto il gettito annuo è inferiore agli oneri legati alle misure di incentivazione delle fonti rinnovabili. Considerato che le utenze in bassa tensione e le medie tensioni non energivore sono le prime contribuenti della componente Asos – prosegue il vicedirettore di Confcommercio Vicenza - è quanto mai urgente un nuovo intervento del Governo volto alla riduzione strutturale di questa componente, anche valutando soluzioni con interventi sulla fiscalità generale”. Per Confcommercio Vicenza, poi, andrebbe anche introdotta, a vantaggio delle imprese, la misura del credito d’imposta per far fronte ai maggiori costi energetici sostenuti in questi mesi, così come avvenuto in occasione della crisi energetica del 2022 e 2023.

Nel frattempo le imprese stanno cercando soluzioni per contenere i costi e in questo senso Confcommercio Vicenza mette a disposizione il proprio Sportello Energia: “Sempre più imprese si rivolgono all’Associazione per una valutazione dei contratti di elettricità e gas in essere – spiega Massimo Chiovati -. Quello che facciamo è stipulare convenzioni che permettono di usufruire di condizioni di mercato fortemente competitive. Ad esempio, con Magis abbiamo siglato un accordo che prevede uno spread applicato agli indici PUN e PSV molto contenuti, cui si aggiungono condizioni vantaggiose sulle quote fisse. Spesso, poi, le nostre analisi sulle bollette scovano clausole contrattuali poco chiare o costi nascosti e anche agire su questo fronte può garantire un risparmio significativo”.

La consulenza energetica diventa quindi un plus per le aziende, non solo in questi momenti di tensione sui prezzi: “Quello dell’elevato costo dell’energia in Italia non è un problema di oggi – evidenzia il presidente di Confcommercio Vicenza Piccolo -. Un rapporto della nostra Confederazione nazionale, che ha analizzato il divario dei prezzi sul mercato all'ingrosso Day Ahead di sei Paesi europei, ovvero Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Ungheria, ha messo in luce come, dal 2021 al 2025, abbiamo registrato anno dopo anno i maggiori prezzi dell'energia elettrica. Siamo penalizzati da una situazione strutturale fragile che ci vede, su questo fronte, dipendenti da Paesi terzi che spesso appartengono ad aree critiche dal punto di vista geopolitico. Una situazione – conclude il presidente Piccolo – che si unisce ad un mix produttivo sbilanciato sulle centrali a gas, che hanno ancora un ruolo, troppo importante. A seguito della guerra Russia-Ucraina, molto è stato fatto per diversificare gli approvvigionamenti del gas, ma è necessario ora proseguire senza ritardi anche sulla strada del nucleare”.

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