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SPRECO ALIMENTARE: NELLA SPAZZATURA 6,6 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO

Rapporto Waste Watcher International: ogni italiano "butta" oltre 25 chili, l'equivalente di 112 euro. Il trend è comunque in calo, visto che si è scesi sotto la soglia dei 550 grammi a settimana

mercoledì 07 ottobre 2026
SPRECO ALIMENTARE: NELLA SPAZZATURA 6,6 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO SPRECO ALIMENTARE: NELLA SPAZZATURA 6,6 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO
Fonte: Confcommercio Nazionale

Ogni anno gli italiani buttano nella pattumiera 25,74 chili di cibo a testa, il che equivale a mandare in fumo 6,6 miliardi di euro all'anno (112 euro a persona). È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell'Osservatorio “Waste Watcher International” sullo spreco alimentare presentato a Roma il 29 settembre scorso nell'ambito della campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero”.

"Il sistema agroalimentare è sotto stress: crisi climatica e instabilità geopolitica si sommano,   aumentando i costi di produzione e facendo pressione sui prezzi al consumo. In questo scenario lo spreco diventa  ancora più insostenibile, anche economicamente: è valore prodotto,  acquistato e poi distrutto. E il paradosso è - ha spiegato Andrea Segrè, direttore scientifico dell'Osservatorio Waste Watcher International -che a sprecare di più  sono proprio i ceti popolari: chi ha meno risorse perde più cibo e una quota proporzionalmente maggiore del proprio reddito. Lo spreco diventa così non soltanto un costo economico e ambientale, ma un vero moltiplicatore delle disuguaglianze".

A consolare è il fatto che nel nostro Paese si osserva una dinamica positiva, visto che si è scesi sotto la soglia dei 500 grammi di cibo gettato pro capite ogni settimana (per l'esattezza 493,7 grammi ogni sette giorni). Basti pensare, per un confronto, che i consumatori statunitensi sono a quota 775,7 grammi, quasi 300 in più. Interessante notare, infine, che da un punto di vista generazionale, negli Stati Uniti dichiara di buttare cibo almeno una volta alla settimana il 46% della  Gen Z e il 41% dei Millennials, contro il 23% della Gen X e l'11% dei  Boomers.

Stoppani: “limitare i comportamenti che ancora oggi portano a livelli di spreco inaccettabili”
"C'è ancora molto da fare per migliorare la gestione del cibo e rafforzare la sensibilità sul tema degli sprechi. È fondamentale puntare sulla prevenzione, promuovendo una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane dei consumatori, dalla pianificazione degli acquisti alla corretta conservazione degli alimenti, fino alla gestione delle quantità delle confezioni, ponendo attenzione ai mutamenti sociali che riguardano le famiglie, sempre meno numerose". Così il vicepresidente vicario di Confcommercio, Lino Stoppani, che ha continuato sottolineando che "l'attenzione deve riguardare anche i consumi fuori casa" e ricordando l'impegno del sistema associativo di Confcommercio con iniziative concrete come il progetto di Fipe "Rimpiattino", realizzato in collaborazione con Comieco, che promuove l'utilizzo della doggy bag nei ristoranti e permette ai clienti di portare a casa cibo e bevande non consumati.

"A questo - ha concluso - si aggiunge la campagna ‘Love Food, No Waste', piattaforma di sensibilizzazione capillare su tutto il territorio nazionale che coinvolge gli operatori in percorsi formativi, valorizza le buone pratiche adottate dagli chef e promuove soluzioni come i menù flessibili. Sono azioni che possono contribuire concretamente a costruire una cultura più attenta e responsabile nella gestione degli alimenti".

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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